15Giu 2015

Torniamo a parlare di amianto e della sua bonifica. Come ormai noto, questo minerale fibroso è potenzialmente pericoloso per la vita dell’uomo, motivo per cui aziende specializzate come la Assa si occupano del suo trattamento attraverso diverse metodologie. In questo post analizzeremo l’incapsulamento dell’amianto.

Il prodotto incapsulante, rispettando tutte le disposizioni previste nel Decreto del Ministero della Sanità 20 Agosto 1999, ha una durata di almeno 5 anni. Prima di intervenire sull’amianto è necessario verificare l’idoneità del materiale a sopportare il peso dell’incapsulante.

Come avviene l’incapsulamento dell’amianto

L’azienda che si occupa dell’intervento dovrà eseguire le seguenti operazioni: sopralluogo (analisi visiva, rilievo fotografico, prelievo campione e redazione scheda tecnica); analisi chimica su campione – metodo MOCF; redazione, presentazione Notifica preliminare c/o ASL e comunicazioni correlate; esecuzione dei lavori nei modi e tempi previsti dalla normativa di settore; rilascio Attestazione di esecuzione dei lavori; rilascio schede tecniche prodotto incapsulante; rilascio titoli autorizzativi; rilascio qualifiche professionali del personale addetto.

Alla fine dell’intervento verrà rilasciato un certificato che attesta l’esecuzione dei lavori.

Perché intervenire tramite incapsulamento per l’amianto

Questa metodologia permette di intervenire sull’amianto con prodotti specifici penetranti o ricoprenti, ideali per inglobare le fibre di amianto, ripristinare l’aderenza al supporto e costruire una pellicola di protezione sulla superficie esposta.

L’incapsulamento comporta diversi vantaggi: i costi e i tempi dell’intervento sono notevolmente ridotti; non produce rifiuti tossici; il rischio per i lavori addetti all’intervento e per l’inquinamento ambientale è minore rispetto alla rimozione; ideale per materiali poco friabili di tipo cementizio.

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