03Ago 2017

La legge di  bilancio varata per il 2017 ha previsto detrazioni fiscali premianti per interventi di riqualificazione energetica nei condomini.

Gli interventi agevolabili

  • Detrazione 70%: Interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che
    interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  • Detrazione 75%: stessi interventi del punto precedente finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.

Chi può usufruirne

  • Coloro che sostengono le spese di riqualificazione energetica;
  • gli aventi diritto sulle unità immobiliari costituenti l’edificio in regola con il pagamento dei tributi previsti;
  • è possibile, per tutti i contribuenti, in luogo delle detrazioni optare per la cessione del credito.

Limiti di spesa

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Sono ammesse le spese sostenute dal 1° gennaio 2017.

Requisiti generali dell’immobile

  • Alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso;
  • deve essere dotato di impianto di riscaldamento (centralizzato o impianti autonomi)
    secondo la definizione del D.lgs 192/05 e successive modificazioni.

Requisiti tecnici dell’intervento

  • Deve riguardare le parti comuni di edifici condominiali delimitanti il volume riscaldato verso
    l’esterno e/o i vani non riscaldati e/o il terreno e interessare più del 25% della superficie disperdente;
  • deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento);
  • deve riguardare solo le strutture i cui valori delle trasmittanze termiche siano superiori a quelli riportati nella tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008 come modificato dal D.M. 26 gennaio 2010;
  • può comprendere, se i lavori sono eseguiti contestualmente, anche la sostituzione degli infissi e l’installazione delle schermature solari purché inseriti nei lavori previsti nella stessa relazione tecnica di cui al comma 1 dell’art. 8 del D.lgs. 192/005 e s.m.i. ed insistenti sulle stesse strutture esterne oggetto dell’intervento;
  • per gli interventi di tipo con detrazione al 75% l’involucro edilizio dell’intero edificio deve avere, nello stato iniziale, qualità bassa sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva.

Altre opere agevolabili

Assicurate le condizioni su esposte, possono rientrare tra le spese detraibili: le opere provvisionali ed accessorie strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi (ad esempio: ponteggi, nuove soglie o davanzali, rifacimento intonaci etc.).

Documentazione necessaria

a) Documentazione da trasmettere all’ENEA entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere, esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui
essi sono terminati (per il 2017: finanziaria2017.enea.it):

  • scheda tecnica redatta da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A del “decreto
    edifici” opportunamente modificato e integrato;
  • scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E”).

b) Documentazione da conservare a cura del cliente:

  • L’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito)
    iscritto al proprio albo professionale) che deve contenere:

-la dichiarazione che l’intervento riguardi parti comuni dell’edificio e che abbia incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio verso l’esterno e/o vani non riscaldati e/o il terreno;

-i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);

-i valori delle trasmittanze termiche dei nuovi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);

-la verifica che i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali rispettino i pertinenti limiti riportati nella tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010;

-le prestazioni delle schermature solari nel caso che esse siano state installate;

-per gli interventi al 75%, con riferimento alle tabelle 3 e 4 del “decreto linee guida”, la dichiarazione che l’involucro dell’intero edificio, sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva, abbia qualità bassa prima della realizzazione degli interventi, e che sia stata conseguita dopo la realizzazione degli interventi almeno la qualità media per entrambe le suddette prestazioni.

  • Copia degli attestati di prestazione energetica (APE) dell’intero edificio, ante e post intervento redatti esclusivamente ai fini della richiesta delle detrazioni fiscali, prendendo in considerazione l’edificio nella sua interezza, al fine di valutare le qualità delle prestazioni invernale ed estiva dell’involucro edilizio (tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al “decreto linee guida”). In assenza di impianti centralizzati di climatizzazione estiva, invernale e produzione di acqua calda sanitaria essi possono essere sostituiti dai corrispondenti impianti virtuali standard di cui alla tabella 1 del paragrafo 5.1 dell’allegato 1 al “decreto linee guida” con le caratteristiche ivi indicate;
  • copia degli attestati di prestazione energetica (APE) di ogni singola unità immobiliare per cui si richiedono le detrazioni fiscali;
  • copia delle relazioni tecniche, necessarie, ai sensi dell’art. 8 comma 1 del D.lgs. 192/05 e s.m.i.;
  • originali degli Allegati inviati all’ENEA debitamente firmati;
  • schede tecniche dei materiali e dei componenti.

Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti di tipo amministrativo:

  • fatture relative alle spese sostenute;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale della ripartizione delle spese;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione (codice fiscale) e i dati del beneficiario del bonifico (numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto beneficiario);
  • ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa. Nel caso di invio postale ricevuta della raccomandata postale.

 

 

03Ago 2017

La legge di  bilancio varata per il 2017 ha previsto detrazioni fiscali premianti per interventi di riqualificazione energetica nei condomini.

Gli interventi agevolabili

  • Detrazione 70%: Interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che
    interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  • Detrazione 75%: stessi interventi del punto precedente finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.

Chi può usufruirne

  • Coloro che sostengono le spese di riqualificazione energetica;
  • gli aventi diritto sulle unità immobiliari costituenti l’edificio in regola con il pagamento dei tributi previsti;
  • è possibile, per tutti i contribuenti, in luogo delle detrazioni optare per la cessione del credito.

Limiti di spesa

Le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Sono ammesse le spese sostenute dal 1° gennaio 2017.

Requisiti generali dell’immobile

  • Alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso;
  • deve essere dotato di impianto di riscaldamento (centralizzato o impianti autonomi)
    secondo la definizione del D.lgs 192/05 e successive modificazioni.

Requisiti tecnici dell’intervento

  • Deve riguardare le parti comuni di edifici condominiali delimitanti il volume riscaldato verso
    l’esterno e/o i vani non riscaldati e/o il terreno e interessare più del 25% della superficie disperdente;
  • deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento);
  • deve riguardare solo le strutture i cui valori delle trasmittanze termiche siano superiori a quelli riportati nella tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008 come modificato dal D.M. 26 gennaio 2010;
  • può comprendere, se i lavori sono eseguiti contestualmente, anche la sostituzione degli infissi e l’installazione delle schermature solari purché inseriti nei lavori previsti nella stessa relazione tecnica di cui al comma 1 dell’art. 8 del D.lgs. 192/005 e s.m.i. ed insistenti sulle stesse strutture esterne oggetto dell’intervento;
  • per gli interventi di tipo con detrazione al 75% l’involucro edilizio dell’intero edificio deve avere, nello stato iniziale, qualità bassa sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva.

Altre opere agevolabili

Assicurate le condizioni su esposte, possono rientrare tra le spese detraibili: le opere provvisionali ed accessorie strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi (ad esempio: ponteggi, nuove soglie o davanzali, rifacimento intonaci etc.).

Documentazione necessaria

a) Documentazione da trasmettere all’ENEA entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere, esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui
essi sono terminati (per il 2017: finanziaria2017.enea.it):

  • scheda tecnica redatta da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A del “decreto
    edifici” opportunamente modificato e integrato;
  • scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E”).

b) Documentazione da conservare a cura del cliente:

  • L’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito)
    iscritto al proprio albo professionale) che deve contenere:

-la dichiarazione che l’intervento riguardi parti comuni dell’edificio e che abbia incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio verso l’esterno e/o vani non riscaldati e/o il terreno;

-i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);

-i valori delle trasmittanze termiche dei nuovi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);

-la verifica che i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali rispettino i pertinenti limiti riportati nella tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010;

-le prestazioni delle schermature solari nel caso che esse siano state installate;

-per gli interventi al 75%, con riferimento alle tabelle 3 e 4 del “decreto linee guida”, la dichiarazione che l’involucro dell’intero edificio, sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva, abbia qualità bassa prima della realizzazione degli interventi, e che sia stata conseguita dopo la realizzazione degli interventi almeno la qualità media per entrambe le suddette prestazioni.

  • Copia degli attestati di prestazione energetica (APE) dell’intero edificio, ante e post intervento redatti esclusivamente ai fini della richiesta delle detrazioni fiscali, prendendo in considerazione l’edificio nella sua interezza, al fine di valutare le qualità delle prestazioni invernale ed estiva dell’involucro edilizio (tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al “decreto linee guida”). In assenza di impianti centralizzati di climatizzazione estiva, invernale e produzione di acqua calda sanitaria essi possono essere sostituiti dai corrispondenti impianti virtuali standard di cui alla tabella 1 del paragrafo 5.1 dell’allegato 1 al “decreto linee guida” con le caratteristiche ivi indicate;
  • copia degli attestati di prestazione energetica (APE) di ogni singola unità immobiliare per cui si richiedono le detrazioni fiscali;
  • copia delle relazioni tecniche, necessarie, ai sensi dell’art. 8 comma 1 del D.lgs. 192/05 e s.m.i.;
  • originali degli Allegati inviati all’ENEA debitamente firmati;
  • schede tecniche dei materiali e dei componenti.

Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti di tipo amministrativo:

  • fatture relative alle spese sostenute;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale della ripartizione delle spese;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione (codice fiscale) e i dati del beneficiario del bonifico (numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto beneficiario);
  • ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa. Nel caso di invio postale ricevuta della raccomandata postale.

 

 

01Ago 2017

Mentre gli organismi nazionali rivedono al rialzo le stime del Pil per il 2017 (+1,4% Banca d’Italia e +1,3% Confindustria), il settore delle costruzioni non riesce ad agganciare la ripresa. La stima per l’anno in corso degli investimenti in costruzioni è pari a un +0,2%: un aumento del tutto trascurabile per parlare di effettiva risalita.

Il settore della riqualificazione rimane l’ancora di salvezza dell’edilizia rappresentando ormai quasi il 40% degli investimenti complessivi in costruzioni.

Quadro incerto su occupazione e produzione:

  • lieve aumento degli occupati (+0,6%) nel primo trimestre 2017 che però non trova conferma nei risultati delle casse edili, che registrano ancora riduzioni nelle ore lavorate e nel numero dei lavoratori iscritti.
  • Nei primi cinque mesi dell’anno la produzione ha registrato risultati altalenanti con il susseguirsi di segni positivi e negativi. Dopo un aprile che si è chiuso con un -4,6%, l’indice corretto della produzione diffuso oggi dall’Istat segnala a maggio un aumento del 2,9%. Complessivamente quindi nei primi cinque mesi del 2017 la produzione ha registrato – 0,3%.

Una ripresa più solida, con effetti concreti sulla tenuta delle imprese, sarà possibile nel 2018. Sulla base delle misure della Legge di bilancio 2017, le stime per il 2018 sono di un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5%.

Opere Pubbliche

Negli ultimi due anni il Governo ha deciso di puntare sulle infrastrutture mettendo sul piatto ingenti risorse.
Le ultime manovre economiche del 2016 e 2017 hanno stanziato per le opere pubbliche 100 miliardi di euro distribuiti in 15 anni.

A fronte di tali stanziamenti nel Def era previsto per il 2016 un aumento degli investimenti in infrastrutture pari al 2%. Ma all’inizio dell’anno, a consuntivo, l’Istat ha certificato un calo del 4,5% corrispondente a una riduzione di 1,6 miliardi di euro di investimenti rispetto al 2015.

Ma allora dove sono finite le risorse?

  • Gli enti pubblici hanno avuto difficoltà a spendere le risorse nonostante il superamento del Patto di Stabilità.
  • Una normativa ancora in divenire per le nuove modifiche apportate dal Codice degli appalti e dal recente Correttivo.
  • Il contratto di programma Anas risulta bloccato da 9 mesi.
  • A distanza di 7 mesi non sono state ancora completate le procedure di ripartizione del Fondo investimenti da 47 miliardi.

Dopo un 2016 nero sul fronte dei bandi di gara (-16%), qualche segnale positivo si riscontra nei primi sei mesi dell’anno in corso (+11,3%), ma i livelli rimangono molto bassi, ben al di sotto degli anni pre crisi. Per il 2018 la stima per il comparto delle opere pubbliche è di una crescita del 4% degli investimenti. Condizione indispensabile per raggiungere tale risultato è il superamento delle difficoltà legate alla trasformazione in cantieri delle risorse disponibili.

28Lug 2017

Il periodo autunnale ed invernale 2016  trascorso, nonché tutto il 2017 fino ad oggi, è stato caratterizzato da scarse precipitazioni, largamente inferiori a quelle storiche del periodo. In più l’emergenza legata alla condizioni di siccità del lago di Bracciano, il conseguente stop ai prelievi di Acea e i probabili razionamenti dell’acqua nel comune di Roma, dimostrano sempre di più che l’acqua è un bene prezioso, e non possiamo sprecarla.


1. Quando ti lavi i denti usa un bicchiere, ma soprattutto apri il rubinetto esclusivamente per bagnare e sciacquare lo spazzolino: consumerai solo 2 1itri d’acqua. Non lasciare scorrere l’acqua, ne consumeresti almeno 9 litri.

2. Chiudi il rubinetto quando ti insaponi. Non aprire completamente il rubinetto quando lavi le mani: basta un filo d’acqua. Quando il tuo papà si rade la barba digli di riempire una bacinella: in questo modo consumerà solo 4 litri d’ acqua.

3. Installa gli aeratori ai rubinetti. Si tratta di dispositivi che riducono della metà il flusso dell’acqua. Incredibilmente, sebbene il flusso sia ridotto, il getto sembrerà più forte poiché l’ aria viene mescolata con l’ acqua in uscita. Si potranno ridurre fino a oltre 1.000 litri al mese i consumi di una famiglia composta da 4 persone. Un aeratore a basso flusso costa poco (circa 3 – 4 euro) e si può trovare in qualsiasi negozio di ferramenta o materiale idraulico.

4. Non stare sotto la doccia a lungo e non riempire troppo la vasca da bagno. Per la doccia si consumano in media 30-50 litri, mentre per il bagno quasi 150 litri. Nella doccia sarebbe opportuno installare un aeratore.

5. Attenzione ai rubinetti che gocciolano: falli riparare subito, altrimenti sprecherai 5 litri di acqua al giorno.

6. Non lavare la frutta sotto l’acqua corrente: basta riempire una bacinella Non aprire a lungo il rubinetto per avere l’ acqua più fresca: basta tenere due bottiglie in frigorifero.

7. I piatti e le stoviglie possono essere lavati riempiendo un catino: si consumeranno solo circa 20 litri d’acqua, risparmiando 90 litri. Ricordati che anche l’acqua di cottura della pasta va benissimo per lavare i piatti.

8. Fai funzionare gli elettrodomestici, lavatrice e lavastoviglie, solo a pieno carico, scegli il programma “economico”; non usare il prelavaggio per i programmi a 90° C e ricorda: la lavatrice impiega da 90 a 160 litri per ogni ciclo di lavaggio.

9. Se hai un giardino ricorda che in estate è bene irrigare le piante al mattino presto o di sera: così eviti che l’acqua evapori prima di raggiungere le radici. I fiori vanno bagnati con gli innaffiatoi e non con il tubo di gomma. Per arbusti e piante si possono utilizzare gli impianti a doccia: si immettono piccole quantità d’acqua, ma con ritmo costante. Evita di innaffiare oltre misura, ma solo quando ce n’è bisogno. Lascia le foglie tagliate sul terreno, in modo da prevenire, nei periodi di siccità, l’inaridimento del prato. Questo accorgimento diminuirà l’impiego di acqua per irrigarlo.

10. È meglio lavare le automobili in una stazione self-service, perché si risparmia molta acqua. Lavandola con un tubo di gomma si consumano più di 400 litri.

26Lug 2017

Si stima che in Italia ci siamo ancora almeno 30 milioni di tonnellate di amianto da rimuovere e smaltire. Le bonifiche andranno avanti per 80 anni, ma avremo posto solo per altri 14 anni. Questo se si continua a seguire il modello attuale, in cui il «killer bianco» viene tutto sepolto in discarica, in parte in Italia, in parte all’estero. Ma che succederebbe se qualcuno si prendesse la briga di cambiare il finale a una storia che sembra già scritta? 

A Torino, a cento chilometri da Casale Monferrato, cittadina tristemente nota come la capitale italiana dell’amianto, è nata a fine 2016 la start up Microwaste, che promuove un metodo ecologico, a zero emissioni e senza scarti, per trasformare le fibre letali in un materiale innocuo, riutilizzabile in edilizia. Tutto, racconta Fabio Desilvestri, il co-fondatore dell’azienda ospitata nell’incubatore del Politecnico di Torino I3P, «è nato da un incontro fortuito con il ricercatore polacco Ryszard Parosa. Io mi occupo da tempo di bonifiche, seguo da vicino il problema dell’amianto. Nel 2015 ho letto di un metodo che questo inventore aveva messo a punto per rendere l’amianto inerte».  

Leggendo le informazioni sull’invenzione, Fabio si è reso conto di essere di fronte a un’idea con grandi potenzialità, ma fino a quel momento non valorizzata: «il materiale viene frantumato e portato ad altissima temperatura, tra i 1.000 e i 1.500 gradi. In questo modo l’amianto diventa un materiale spugnoso e non più cancerogeno, utilizzabile come additivo al cemento per aumentare la sua resistenza alla compressione». Dopo i primi contatti con l’inventore nasce un piano per passare dal progetto su carta a un impianto reale. «Visto che l’amianto rappresenta un problema rilevante in Ue, dove è stato messo al bando da anni, ci rivolgiamo a tutti i Paesi europei. Partiremo con delle sperimentazioni per integrare il processo nei contesti nazionali e mostrare alle pubbliche amministrazioni il suo funzionamento. La prima probabilmente sarà in Gran Bretagna, dove lo smaltimento dell’amianto comporta costi altissimi».  

I tecnici di Microwaste hanno calcolato che in un anno un impianto potrebbe permettere di recuperare 1.400 metri cubi di fibre, evitando lo smaltimento in discarica. E l’idea piace anche agli investitori: «Siamo in trattativa con vari soggetti, le risorse ci serviranno per arrivare presto sul mercato». 

 

Fonte La Stampa

24Lug 2017

Risultati positivi, ma anche criticità e ostacoli sul fronte dell’efficienza energetica nel nostro Paese. Negli ultimi tre anni gli ecobonus hanno attivato circa un milione di interventi per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel solo 2016. Inoltre, al 2016 risultano effettuate 15mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, e le richieste di incentivi sul “Conto Termico” per interventi di efficienza della PA locale sono cresciute del 300%. E, grazie ai minori consumi, dal 2005 ad oggi sono stati risparmiati 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas. Tuttavia, ostacoli di tipo economico-finanziario e, soprattutto nel settore pubblico, la scarsa conoscenza degli strumenti e delle opportunità di interventi migliorativi frenano la diffusione dell’efficienza energetica.

È quanto emerge dal Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA. “Il nostro Paese, nel suo complesso, presenta un buon livello di efficienza energetica, soprattutto nel settore industriale, mentre per la PA è necessario un vero salto di qualità”, ha dichiarato il presidente dell’ENEA Federico Testa che, nell’occasione, ha annunciato la creazione di un’apposita task force operativa “PA-Obiettivo efficienza energetica” con il GSE, proprio per supportare la Pubblica Amministrazione nella realizzazione di interventi di riqualificazione energetica. Secondo idati del Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), nel 2016 la bolletta energetica complessiva della PA per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro, di cui 117 milioni di euro spesi a livello centrale (35% per l’energia elettrica, 4% per il gas ed il 61% per carburanti e combustibili), 1,85 miliardi nelle amministrazioni periferiche, 220 milioni nelle Province che gestiscono gran parte dell’edilizia scolastica e 1,13 miliardi di euro nelle strutture sanitarie pubbliche.

Dal Rapporto emerge che in 10 anni (2007-2016) con il meccanismo degli ecobonus sono stati effettuati circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti per circa 32 miliardi di euro di investimenti totali. Inoltre, sono già stati raggiunti gli obiettivi di efficienza previsti dal Piano nazionale PAEE 2011 per il periodo 2005-2016 e gli obiettivi 2011-2020, indicati nel PAEE 2014, sono stati raggiunti al 40%, con punte dell’84% nel settore residenziale, mentre trasporti e terziario (nel quale rientra la PA) sono più lontani.

Nell’occasione è stato presentato anche il Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, fotografia aggiornata degli investimenti  per settore stimolati dagli ecobonus: nel periodo 2014-2016, la quota principale pari a 4,36 miliardi di euro ha riguardato la sostituzione di 1,9 milioni di serramenti, mentre 1,7 miliardi di euro sono stati destinati ad oltre 52mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate.

Per quanto riguarda una stima dell’impatto occupazionale, nell’ultimo quadriennio 2013-2016 gli investimenti incentivati (sia per la riqualificazione energetica che per il recupero edilizio) hanno generato complessivamente circa 270mila posti di lavoro diretti ogni anno, che arrivano a oltre 400mila considerando anche l’indotto.

21Lug 2017

L’edilizia, nonostante la crisi di questi ultimi anni, con le sue 72.000 imprese e oltre 130 mila addetti, costituisce il 15% dell’universo imprenditoriale e il 6% dell’occupazione totale nel Lazio e svolge una importante funzione di traino per l’intera economia e il sistema produttivo.

Dall’elaborazione Federlazio dei dati di contesto, si evince chiaramente come l’intero settore viva una grave crisi occupazionale e imprenditoriale. In Italia tra il 2012 e il 2016 le imprese attive si sono ridotte di 62.000 unità e i posti di lavoro persi sono stati oltre 300 mila. Nello stesso periodo, nel Lazio la situazione di crisi si evidenzia attraverso la chiusura di 1.196 imprese e di 30 mila occupati in meno. Se, poi, si considera il periodo 2010-2016 i posti di lavoro persi sono stati oltre 60 mila che corrisponde a una variazione percentuale del 32%. In pratica a partire dal 2010 ad oggi nel Lazio l’edilizia ha perso un posto di lavoro ogni tre.

Il settore delle costruzioni mostra segnali di sofferenza anche rispetto al resto dell’economia italiana. Una tendenza, purtroppo, che non presenta ancora segnali significativi di ripresa, a differenza di altri comparti che, sia pur lentamente, si sono rimessi in moto. In un quadro tanto negativo emerge però un elemento positivo proveniente dal mercato immobiliare, con un numero di compravendite che nel 2016 in Italia ha superato le 500 mila unità (erano 440 mila nel 2012). Stesso trend per il Lazio che nel 2016 ha fatto registrare una crescita nelle compravendite rispetto al 2012 di ben 6.500 unità.

In merito alle previsioni di business, l’orizzonte medio temporale, in mesi di lavoro assicurato per le imprese, è risultato pari a 10 mesi, che corrisponde allo stesso valore emerso dalle indagini periodicamente realizzate dall’Istat sull’intero territorio nazionale. Interessante notare come questo valore si riduca a 5-7 mesi per le aziende di piccole dimensioni. Riguardo invece alle previsioni sull’andamento delle attività, rispetto al quadro del 2016 le aspettative per il 2017 sembrano in generale in lieve miglioramento, con un saldo complessivo pari a -16 (-30 nel 2016). Nel dettaglio sui singoli segmenti di mercato, le aspettative sono in crescita per gli interventi di recupero urbano (saldo +5,3) e per le ristrutturazioni per l’edilizia privata (saldo +2,4). Segnale fortemente negativo dall’edilizia commerciale (saldo -53,1), considerato con pochissime prospettive per il futuro.