Venezia, amianto nel motoscafo dell'hotel Cipriani; muore il pilota, risarcimento alla famiglia

Il tribunale condanna la società che amministra l'albergo da sogno, frequentato dai vip di tutto il mondo, a risarcire 165 mila euro ai figli dell'operaio

Per 33 anni ha accompagnato i vip di mezzo mondo tra le meraviglie della laguna, da Harrison Ford a Liz Taylor, da Paul MacCartney a Lady Diana, per finire con George Clooney che lo considera la sua seconda casa. L'uomo che ha pilotato per tutta la vita il motoscafo dell'hotel Cipriani di Venezia è morto di mesotelioma pleurico e per questo il tribunale ha condannato la società che amministra l'albergo da sogno (96 camere, 230 dipendenti) a risarcire 165 mila euro alla vedova (nel frattempo deceduta) e ai figli dell'operaio.

 

La patologia è infatti tipica dei lavoratori che sono rimasti per lungo tempo esposti alle fibre di amianto. Fino a questo momento la giurisprudenza in fatto di malattie professionali aveva concepito casi di persone impiegate in fabbrica o in ambito portuale, questo dei motoscafisti è un capitolo nuovo, a cui ha creduto fin dall'inizio l'avvocato veneziano Enrico Cornelio.

 

Il suo assistito, P.V., è morto nel 2013 a 72 anni, dopo un calvario di qualche mese. Dal 1970 al 2003 aveva prestato servizio nell'hotel a cinque stelle immerso nella quiete della Giudecca. Shirley era il nome del motoscafo. Come riporta il quotidiano La Nuova Venezia, il cuore del procedimento che ha portato alla condanna della Hotel Cipriani Srl è la consulenza tecnica d'ufficio nella quale, attraverso i prelievi di legno nelle parti interne dello scafo, è stata rilevata la presenza di amianto nel motore e in altre parti della barca.

 

Una sola fibra è stata individuata nel corso delle analisi nel 2018: un rinvenimento comunque "particolarmente significativo considerato il tempo trascorso", come indica il professionista incaricato dal giudice. Nelle carte si parla di "modesta entità ma ripetuta nel tempo", soprattutto in considerazione del fatto che il motoscafista oltre a condurre la barca per trasportare gli ospiti dell'albergo doveva occuparsi anche di piccoli interventi di manutenzione nel motore. Una circostanza questa confermata da alcuni colleghi sentiti come testimoni nel corso del procedimento. E' stato provato quindi il nesso di causa tra l'esposizione e il decesso, dopo una malattia insorta 42 anni dopo la prima esposizione, in linea con i lunghi tempi di latenza del mesotelioma. 

 

"La società non ha provato di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno", è indicato nella sentenza della giudice Chiara Coppetta Calzavara, "Ed anzi, posto che le difese poggiano sull'assenza di amianto, vi è da ritenere che la società non abbia mai dato peso, né preso in considerazione tale rischio". Tale nesso è stato ovviamente negato dalla Hotel Cipriani Srl, difesa dall'avvocato Matteo Fusillo. L'albergo, nato da un'idea del fondatore Giuseppe Cipriani, il 26 maggio dell'anno scorso ha compiuto 60 anni.

 

Fonte: repubblica.it

Copyright © 2019  ASSA S.r.l. P.Iva 09481851005. 
Diritti Riservati. Cookies e Privacy