Non più vittime della pace e dell’apocalisse amianto

Avviare da subito un processo di ravvedimento

Ecco, che aggiungendo le immagini di quel che fu l’irresponsabile e demenziale abbattimento di un monumento della storia sportiva e del nostro Paese, si ha l’idea, la percezione senza mezzi termini, di cosa significhi trovarsi nella nube tossica, micidiale di una esplosione all’amianto, di quello che si è cercato di evitare si ripetesse in questi giorni per l’abbattimento dei tronconi del Ponte Morandi, a Genova, un pericolo letale che si moltiplica e si amplifica, quando inesorabilmente capita in teatri di guerra e dove non si può davvero parlare di cautele possibili. 

 

Dunque, questo è il caso delle migliaia di nostri militari, di nostri operatori al servizio del Ministero della difesa o di altri civili, come medici, giornalisti, volontari del soccorso, che loro malgrado  si trovano immersi nelle infernali nebbie, dove i veleni si sommano e si esaltano sino alla iperbole dell’uranio impoverito, aggiungendo il paradosso del fuoco amico a prescindere, mietendo vittime anche sulla base di una semplice ipotesi di difesa, piuttosto che di offesa, stando ai danni riportati da chi semplicemente si esercita nei poligoni o gestisce  depositi di munizioni, da chi naviga su mezzi coibentati all’asbesto.  

 

Se delle vittime civili si intuisce la punta di un enorme iceberg mimetizzato nel pattume reale e virtuale, che soffoca il nostro sistema e che tende ad emergere grazie all’azione costante di denuncia e proposta dell’associazionismo, di più si rimarca l’evidenza del rischio documentato in campo militare: la novità storica è che il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha voluto prendere per le corna il mostruoso contenzioso fatto di migliaia di denunce, processi, ricorsi, condanne, dinieghi, elusioni, rinvii e finanche silenzi a fronte di sentenze passate in giudicato.

 

Infatti, nella riunione svoltasi nella Sala Diaz del Ministero, alla presenza dei rappresentanti delle Associazioni Nazionali, tra cui l’Osservatorio Nazionale Amianto, la Ministra  ha dichiarato di voler accettare quella che considera una vera e propria sfida, ovvero la necessità di avviare da subito un processo di ravvedimento, accogliendo gli stessi  suggerimenti per la prevenzione, che ONA ha puntualmente depositato al Tavolo Tecnico e di rendere ragione e conforto alle vittime e loro famiglie , che in un quarto di secolo hanno raggiunto valori pandemici, intollerabili per un Paese civile, che costituzionalmente ha scelto la pace e si è organizzato esclusivamente per la difesa.

 

Fonte: onanotiziarioamianto.it

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