L’amianto nel ponte di Genova e forse in quello di Sabaudia

Possibile rischio amianto e stabilità anche nel ponte di Sabaudia nella provincia di Latina e nel Lazio

L’Osservatorio Nazionale Amianto interviene con il Comitato dei cittadini di Certosa e presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Genova. Niente esplosivi lo scorso 9 marzo. Niente esplosione di fuochi d’artificio di amianto. Sbarrato il passo alle lobby dell’amianto grazie all’intervento di coraggiosi cittadini al fianco dell’ONA. Finalmente si è giunti ad affermare, anche da parte degli organi pubblici, della presenza di amianto nel pilone 8, circostanza già accertata dall’Avv. Ezio Bonanni.

 

Ora si deve valutare quant’è l’amianto presente! Ma si sorvola sul fatto che anche poche fibre possono essere mortali, specialmente in chi è predisposto, ed ecco perché l’ONA si oppone in modo fermo e deciso all’utilizzo di esplosivi.

 

Genova come Sabaudia. Anche nella città pontina c’è un ponte Morandi che attraverso il lago, a testimonianza di un passato che diventa presenta e si proietta nel futuro nella drammatica realtà della provincia di Latina, martire dell’amianto. Decine e decine, un vero e proprio carnaio quello dell’amianto in provincia di Latina: mesoteliomi, tumori del polmone e asbestosi, completa e totale noncuranza dei politi del territorio, che hanno permesso la desertificazione industriale di quella che un tempo era la fertile pianura pontina, ove il lavoro degli uomini aveva combattuto e sconfitto la palude e restituito interi territori alla fruibilità della collettività.

 

Gli operosi contadini veneti e del Nord Italia che si sono aggiunti ai contadini dei Monti Lepini (autoctoni) hanno trasformato la provincia di Latina in uno dei granai d’Italia.

 

Sabaudia e Genova, il Lazio e la Liguria, il sud e il nord dell’Italia insieme per la vita e il progresso civile e culturale di questa nostra nazione, l’Italia, l’Europa e il Mondo. In un contesto nel quale sembra dominare l’indifferenza, la discriminazione, l’abuso e la potenza del più forte sul più debole, l’operosa collettività di Sabaudia è lì, testimone della storia, del passato, del presente e del futuro.

 

Vigila l’ONA sul ponte di Sabaudia. È inerte l’amministrazione comunale. Così come inerti sono le autorità pubbliche, in questo come in altri territori.

 

Nuovi indagati a Genova
Le indagini dell’ONA hanno accertato la presenza di amianto nel ponte ed è sconcertante che, solo in seguito alle denunce dell’Osservatorio Nazionale Amianto e del comitato di cittadini assistito dall’avv. Ezio Bonanni, gli organi pubblici e la ASL abbiano deciso di fare una valutazione scientifica per rilevare la quantità di amianto nella struttura di cemento e la compatibilità di utilizzo della dinamite.

 

Come dimostrano numerose ricerche, le fibre di amianto, se pur in piccole quantità, vengono rilasciate nell’aria e l’inalazione può provocare diverse patologie tumorali, tra cui il mesotelioma, rara forma di tumore a carico della pleura e del peritoneo correlato principalmente all’asbesto.

 

Secondo Bonanni : “Non esiste una soglia al di sotto della quale l’amianto sia privo di danni per la salute”.
L’inchiesta sul crollo del ponte Morandi di Genova, sta assumendo proporzioni allarmanti, emergono nuovi indagati, tra cui dirigenti e tecnici di autostrade per l’Italia, considerando che sul registro erano già presenti ventuno nomi.

Alle accuse di omicidio colposo e stradale, disastro e attentato alla sicurezza dei trasporti, ora si aggiunge anche il pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Le indagini sanitarie, ancora in corso, stabiliranno la quantità di amianto e valuteranno l’utilizzo di altre tecniche per l’abbattimento.
“Andrebbero valutate le omissioni di chi ha occultato queste condizioni di rischio”, conclude Bonanni.

 

Testimoni della storia, paladini della giustizia. I cittadini di Genova
In quel tragico 14 agosto 2018, quando alle ore 11.30 il Ponte ha portato con sé negli abissi la vita di 43 persone e ha distrutto i sogni di decine di famiglie e turbato quelle di tutta la nazione, ci fu almeno l’auspicio di dare e avere giustizia, di acquisire la verità e di evitare per il futuro ulteriori inutili tragedie.

 

La storia del Ponte Morandi

 

Il ponte, progettato dall’architetto Riccardo Morandi, fu costruito nel 1964, quando ancora l’utilizzo dell’amianto era legale e largamente usato per le ottime proprietà tecnologiche e la sua economicità, che ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale fino al 1994, anno in cui è stato abolito.

 

La costruzione ha presentato difficoltà di esecuzione molto forti, dipendenti soprattutto dalla necessità di essere inserita entro un contesto così fitto di insediamenti preesistenti.
Inoltre, quel tipo di struttura era adeguata al traffico di quei tempi.

 

Il crollo, il 14 agosto 2018 provocò la morte di ben 43 persone, tra le quali bambini e intere famiglie, ragazzi che si affacciavano speranzosi al futuro, privandoli della vita stessa e dei propri sogni, negando ai genitori la possibilità di veder crescere i loro figli, a causa di una colpevole “disattenzione” di coloro il cui compito era tutelare i cittadini e provvedere a una costante manutenzione di una struttura complessa e ormai datata. Un giorno, iniziato come tanti, all’insegna della normalità, si è improvvisamente trasformato in un dramma umano di proporzioni enormi.

 

Il ponte “Morandi” di Sabaudia


Il ponte di Sabaudia, progettato dallo stesso architetto di Genova nel 1962 è stato pensato per l’attraversamento del lago di Paola, abitualmente sede di gare di motonautica e canottaggio.
L’impalcato consta di una serie di travate di calcestruzzo precompresso vincolato su cavalletti a loro volta gravanti su una serie di galleggianti di calcestruzzo armato.

 

Dopo il disastro di Genova , al ponte di Sabaudia andrebbero apportate le giuste misure di prevenzione, sia per la stabilità della struttura, che avrebbe avuto bisogno di ristrutturazione, sia per la necessità di analizzare i materiali utilizzati a suo tempo nella costruzione dello stesso.

 

L’appello rivolto al sindaco di Sabaudia e alle autorità dall’ONA è rimasto inascoltato. Bisogna intervenire, per prevenire e scongiurare eventuali disastri.

 

Due anni prima del crollo del ponte di Genova, un professore dell’Università, dubitava della qualità della progettazione della struttura. Troppe sono le voci che oggi rimangono inascoltate. La sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente vengono prima di tutto.

 

Quello di Genova, oltre che essere ricordato come una terribile tragedia deve essere un campanello d’allarme per tutelare la salute dei cittadini e prevenire disastri ambientali.

 

Noi, operatori per un mondo migliore  


La nostra sofferenza per le morti di Genova annega nell’azzurro delle acque del lago di Paola. L’increspare di queste acque, nel sole che tramonta tra il rosso e il dorato, ci ricorda il tramonto di 43 vite umane, uomini, donne e bambini.

 

Gli assassini dovranno pagare. Noi dobbiamo ricordare la loro memoria e lottare con tutte le nostre forze perché il sogno di evitare queste tragedie si trasformi in un mondo migliore.

 

Fonte: onanotiziarioamianto.it

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