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Gestione rifiuti

Assa è regolarmente iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella Cat. 8 (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi - scarica il documento). 

Grazie alla collaborazione di una solida rete di fornitori di fiducia e al nostro personale qualificato siamo in grado di seguire e gestire il recupero e lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi in tutte le sue fasi: raccolta, selezione, trasporto, recupero o smaltimento (incluso lo stoccaggio). Tra i nostri servizi è compreso il sopralluogo gratuito per una corretta valutazione dell’intervento.


La gestione dei rifiuti è una materia assai  complessa ed è per questo che la ASSA ha creato nel tempo un team di professionisti con  solide competenze in ambito tecnico - normativo in grado non solo di gestire e organizzare tutta la filiera del rifiuto ma di offrire costantemente al cliente assistenza  sia sotto il profilo operativo che burocratico.

La nostra mission aziendale è rivolta alla tutela dell’ambiente e della salute umana con l’obiettivo di garantire un servizio completo nella gestione di interventi mirati per la risoluzione di problemi  ed è per questo  che la ASSA predilige l'attività di Recupero dei Rifiuti, proponendo lo smaltimento solo se necessario in termini di fattibilità e costi sostenuti dalla stessa clientela.

Come operiamo

Offriamo a tutti i nostri clienti una prima ispezione gratuita per valutare la soluzione più idonea ai fini della raccolta, del trasporto e del trattamento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, contando su risorse tecnico-strumentali all’avanguardia. Tutte le operazioni sono pianificate e supervisionate da tecnici esperti.

 

Quali rifiuti gestiamo

METALLI

Recupero, smaltimento e commercio metalli e ferro

 

Rifiuti di ferro, acciaio o ghisa
Rifiuti di metalli non ferrosi o loro leghe
Cavi in alluminio
Cavi in rame
Parti di autoveicoli, veicoli a motore , rimorchi e similari risultanti da operazioni di messa in sicurezza:
- Rottami ferrosi
- Metalli non ferrosi
- Altri rifiuti metallici

SLOT MACHINE E RAEE

SLOT MACHINE

Rottamazione, smaltimento e distruzione degli apparecchi da gioco

 

Ecco come dismettere le slot machine clicca qui

 

Altri Rifiuti di Apparecchiature elettriche ed elettroniche:

grandi  e piccoli elettrodomestici;

apparecchiature informatiche  (computer, stampanti, copiatrici, telefoni); 

apparecchiature di consumo (videocamere, videoregistratori e strumenti musicali);

apparecchiature di illuminazione; 

strumenti elettrici e elettronici( trapani, seghe e attrezzi vari); 

dispositivi medici; 

strumenti di monitoraggio e controllo;

distributori automatici.

 

 

 

Rifiuti dei cantieri edili

Gesso e cartongesso, 

Materiali isolanti, 

Asfalto, 

Calcinacci e cemento, 

Guaina bituminosa, 

Polistirolo, 

Lana di roccia e lana di vetro, 

Pavimenti flottanti, 

Amianto, 

tutti gli altri rifiuti provenienti da attività dell'edilizia e della demolizione

 

Altri rifiuti pericolosi e non

Pitture, vernici, adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa.
Rifiuti di imballaggio, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi
Rifiuti prodotti da impianti di gestione rifiuti
Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario
Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone 
Rifiuti dell'industria fotografica e tipografica
Derrate alimentari fresche e secche

Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca

Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile

Rifiuti dei processi chimici 

Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

Altri Rifiuti non specificati nell’elenco

Da sapere

Categorie

Categorie principali

La Assa svolge l’attività di intermediazione e commercio senza detenzione dei rifiuti di cui al D.Lgs 152/06 e smi. E’ iscritta in Categoria 8 classe F all’Albo Gestori Ambientali ai sensi del DECRETO MIISTERIALE AMBIENTE  3 giugno 2014, n. 120. - scarica il documento

Chi è l’Intermediario dei Rifiuti e cosa fa

La dottrina definisce l’intermediario rifiuti come una figura di raccordo volto a garantire che il produttore trovi una collocazione del rifiuto nel migliore dei modi tra i soggetti principali coinvolti nella gestione del rifiuto:

  • Produttore/Detentore
  • Trasportatore
  • Destinatario finale

L’intermediario se necessario può fornire anche servizi di consulenza, ma la sua caratteristica principale è l’assenza di contatto materiale con i rifiuti, pertanto non ha detenzione del rifiuto.

Il produttore che si affida ad un intermediario, decide di affidare l’organizzazione a un professionista  in grado, in virtù delle proprie competenze, di far si che il produttore possa beneficiare della gestione migliore possibile. L’intermediario resta estraneo alle attività di gestione del rifiuto, offre la propria consulenza indicando i soggetti con cui è preferibile lavorare (trasportatore, destinatario) e assiste il produttore nella gestione completa (Organizzazione e logistica). Ciò esime l’intermediario da responsabilità della gestione con dovere di controllo sulle fasi svolte dagli altri attori della gestione del rifiuto, ma risponde pienamente di eventuali responsabilità penali in qualità di intermediario, escludendo posizioni di garanzia.

Cosa non fa l’intermediario rifiuti

L’intermediario rifiuti non gestisce i rifiuti, poiché la gestione è definita quale, “la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche dopo la chiusura”.

L’intermediazione non prevede la raccolta di rifiuti, che viene definita “operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto”, e non si occupa del trasporto o recupero/smaltimento, in quanto è assente un qualsiasi contatto materiale con il carico.

Responsabilità giuridiche

L’intermediario senza detenzione è obbligato ad iscriversi all’Albo nazionale gestori ambientali (ex art. 212, comma 5 del D.Lgs 152/06), al fine di definire un elenco degli operatori che operano nel settore, e permettere eventuali controlli.

Sui formulari di identificazione del rifiuto, si è soliti vedere l’indicazione del nominativo dell’impresa intermediaria, nelle annotazioni del formulario stesso, tuttavia ciò non è reso obbligo nella legislazione di riferimento: D.M. n. 145/1998 (modello approvato di formulario), Circolare Gab/Dec/812/98, art. 193 del D.Lgs 152/06. L’art. 193 del D.Lgs. 152/06 non prevede neppure l’intermediario quale soggetto destinatario delle copie dei formulari, che non è partecipe della sua redazione; l’art 258 del D. Lgs. 152/06, non prevede violazioni per l’errata o incompleta compilazione del formulario, a carico dell’intermediario.

Tuttavia, come vale per i produttori, i trasportatori e i destinatari finali del rifiuto, vale anche per l’intermediario, il principio per cui affidare i rifiuti a terzi, per le operazioni successive, obbliga il considerare la loro affidabilità, le loro autorizzazioni, e le loro competenze. Pertanto in caso di omissioni di tali controlli, anche da parte dell’intermediario, si realizza una condizione della catena causale, senza la quale l’evento non si sarebbe verificato

Normativa

La normativa nazionale sulla gestione dei rifiuti

Codice dell’Ambiente

Nel nostro ordinamento la gestione dei rifiuti è oggetto della parte quarta del D.Lgs. 152/2006, c.d. Codice dell’Ambiente, che, in attuazione della Direttiva 2008/98/CE, prevede misure volte a “proteggere l’ambiente e la salute umana”, con la finalità di prevenire e ridurre gli “impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti” e quelli concernenti l’utilizzo delle risorse.

Decreti Ministeriali

La Normativa in materia è molto articolata e in continua evoluzione. Di seguito sono indicati esclusivamente i Decreti Ministeriali ad oggi in vigore che Regolamentano l’Albo Nazionale Gestori Ambientali e i Modelli di Registro C/S e del Formulario d’Identificazione del Rifiuto.

Dm Ambiente  3 giugno 2014, n. 120 Regolamento Albo nazionale gestori ambientali

Dm Ambiente 1° aprile 1998, n. 145 Modello e contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti.

Dm Ambiente 1° aprile 1998, n. 148 Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti

 

Per una consultazione completa: https://www.albonazionalegestoriambientali.it/Normativa.aspx

Codici Rifiuti

Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER)

Ogni rifiuto è associato ad un codice “CER” definito da sei cifre (la corretta codifica del rifiuto è a carico del produttore).

L’attività produttiva viene identificata dalle prime quattro cifre del codice: le prime due cifre individuano la macrotipologia, l’attività produttiva principale (selezionata all’interno dell’elenco delle attività previste dalla normativa), la seconda coppia di cifre identifica l’attività produttiva in maniera più mirata (all’interno dell’attività produttiva principale, individuata precedentemente).

Le ultime due cifre caratterizzano il rifiuto in modo specifico.

Nell’elenco CER, i Rifiuti Non Pericolosi sono espressi in carattere nero, i Rifiuti Pericolosi in carattere rosso e con un asterisco.

Macrotipologia

01 Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali

02 Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti

03 Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone

04 Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile

05 Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone

06 Rifiuti dei processi chimici inorganici

07 Rifiuti dei processi chimici organici

08 Rifiuti della produzione formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa

09 Rifiuti dell’industria fotografica

10 Rifiuti provenienti da processi termici

11 Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

12 Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

13 Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12)

14 Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08)

15 Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)

16 Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco

17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)

18 Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da trattamento terapeutico)

19 Rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale

20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata

GESTIONE

CORRETTA GESTIONE DEL RIFIUTO

La responsabilità della Gestione ricade in capo al produttore del rifiuto . Il produttore del rifiuto deve identificarlo attribuendo l’esatto codice C.E.R., tenerlo temporaneamente in giacenza presso il luogo in cui è stato prodotto,nei modi e tempi previsti(deposito temporaneo) e successivamente affidare la gestione a soggetti autorizzati (Trasportatore e impianti di conferimento),assicurandosi del corretto svolgimento e provvedendo alla gestione documentale prevista.

Di seguito un’analisi più dettagliata di tutti gli step da seguire per una corretta gestione.

Codifica del rifiuto

Il produttore verifica il proprio processo produttivo e ove necessario svolge le analisi chimiche per definire il codice CER e la pericolosità dei propri rifiuti.

La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore che assegna ad essi lo specifico Codice Cer prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione.  Ciò premesso, 3 sono i casi che possono verificarsi:

  • Il primo caso riguarda i rifiuti caratterizzati da un codice CERcon asterisco. Questi rifiuti – denominati pericolosi in “assoluto” – vanno considerati sempre come pericolosi, a prescindere dalla concentrazione di sostanze pericolose che contengono.
  • Il secondo caso riguarda i rifiuti caratterizzati da un codice CER privo di asterisco. Questi rifiuti – denominati non pericolosi in “assoluto” – vanno considerati sempre come non pericolosi. 
  • Il terzo caso riguarda i rifiuti caratterizzati da codici CER speculari (“a specchio”), uno pericoloso ed uno non pericoloso. In questo caso, per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso debbono essere determinate le eventuali proprietà di pericoloche esso possiede tramite anche Analisi di Laboratorio.

Corretta gestione del Deposito Temporaneo

Il Deposito Temporaneo è il raggruppamento dei rifiuti effettuato prima della raccolta nel luogo in cui gli stessi vengono prodotti. Le Caratteristiche del deposito temporaneo sono:

a)     I rifiuti in deposito temporaneo devono essere suddivisi per tipologia in contenitori appositamente etichettati;

b)     deve essere ubicato in area/locale idoneo e custodito.

c)      deve rispettare precisi criteri quantitativi o temporali: i rifiuti devono essere raccolti ed avviati ad operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore di rifiuti

 - con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalla quantità in deposito

 - quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 mc di cui al massimo10 mc di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorchè il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno.

I tempi di giacenza si misurano fondamentalmente in base alle registrazioni di messa in carico fatte sul registro di carico-scarico.

Controllo delle autorizzazioni dei propri fornitori

Il produttore ha l’onere di verificare le autorizzazioni del trasportatore incaricato e dell’ impianto di recupero/smaltimento al quale spedisce il rifiuto e, qualora sia presente, dell’intermediario con/senza detenzione di rifiuti. Il produttore di rifiuti conserva l’onere del corretto avvio allo smaltimento o recupero fino alla destinazione finale senza possibilità di “cessione” a terzi a qualunque titolo della sua responsabilità.

Il Produttore non si spoglia della responsabilità dei suoi rifiuti semplicemente consegnandoli al trasportatore terzo, ma conserva l’onere di vigilanza circa il buon esito del viaggio dei rifiuti verso il sito finale che DEVE ESSERE NECESSARIAMENTE CONOSCIUTO e VERIFICATO sia dal produttore sia dal trasportatore al momento della partenza.

Gestione documentale 

Formulario d’identificazione del Rifiuto

Il formulario d’identificazione rifiuti FIR, è il documento di identificazione dei rifiuti che accompagna il trasporto dei rifiuti.
Il formulario deve essere conforme al modello contenuto nel DM 145/1998 e le regole da osservare per la tenuta del formulario sono integrate dalla Circolare Interministeriale 4 agosto 1998.

Registro carico/scarico dei Rifiuti

E’ previsto l’obbligo di tenuta di un registro di carico-scarico su cui devono essere annotate le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti per i seguenti soggetti:

Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività agricole ed agroindustriali con PIU’ di 10

Dipendenti

Enti e imprese con PIU’ di 10 dipendenti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi di cui all’art. 184 del D.lgs 152/2006 e smi:

- comma 3 lett. b “rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che

derivano dalle attività di scavo”

- comma 3 lett. c “rifiuti da lavorazioni industriali”

- comma 3 lett. d “rifiuti da lavorazioni artigianali”

- comma 3 lett. e “rifiuti da attività commerciali”

- comma 3 lett. f “rifiuti da attività di servizio”

- comma 3 lett. h “rifiuti da attività sanitarie”

Enti e imprese produttori iniziali di RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI che effettuano attività di stoccaggio (D15 e R13)

Enti e imprese produttori iniziali di RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI da attività di pesca professionale e acquacoltura con PIU’ di 10 dipendenti

Enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale

Enti e imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi

I nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi

Enti e imprese che effettuano la raccolta, il trasporto, il recupero, lo smaltimento dei rifiuti urbani della regione Campania

Elaborazione Modello Unico Dichiarazione Ambientale MUD

Tutti i soggetti obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico devono comunicare al Catasto dei Rifiuti  (presso le Camere di Commercio di competenza) le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto delle loro attività entro il 30 aprile di ogni anno tramite il MUD - Modello Unico Dichiarazione ambientale.

 

SISTRI – Sistema di controllo della tracciabilità dei Rifiuti

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per permettere l'informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani della Regione Campania. La lotta alla illegalità nel settore dei rifiuti speciali costituisce una priorità del Governo per contrastare il proliferare di azioni e comportamenti non conformi alle regole esistenti e, in particolare, per mettere ordine a un sistema di rilevazione dei dati che sappia facilitare, tra l’altro, i compiti affidati alle autorità di controllo.

È questo il motivo per cui è stato realizzato il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI, di cui l’ Arma dei Carabinieri gestisce i processi ed i flussi di informazioni in esso contenuti. Nell’ottica di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, viene pienamente ricondotto nel SISTRI il trasporto intermodale e posta particolare enfasi alla fase finale di smaltimento dei rifiuti, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche. Il SISTRI costituisce, quindi, strumento ottimale di una nuova strategia volta a garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali.

CATEGORIE DI SOGGETTI CON ISCRIZIONE AL SISTRI OBBLIGATORIA E VOLONTARIA

ENTI E IMPRESE CON PIÙ DI DIECI DIPENDENTI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DERIVANTI DA:

  • attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis del Decreto Legislativo 152/2006 ss.mm.ii.;
  • lavorazioni industriali;
  • lavorazioni artigianali;
  • attività commerciali;
  • attività di servizio;
  • attività sanitarie;
  • attività agricole e agroindustriali ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta.
  • attività di pesca e acquacoltura ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e delle imprese iscritti alla Sezione Speciale «Imprese Agricole» del Registro delle Imprese che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta.

Si intendono per tali i soggetti che, come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi.

ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI CHE EFFETTUANO ATTIVITÀ DI STOCCAGGIO

Si intendono per tali gli enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano:

  • attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti).
  • attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti).

Si precisa che i soggetti ricadenti in tale fattispecie devono iscriversi sia nella categoria produttori che in quella gestori.

TRASPORTATORI A TITOLO PROFESSIONALE DI RIFIUTI PERICOLOSI

Si intendono per tali gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano, a titolo professionale, rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale. Pertanto, i vettori stranieri che, a titolo professionale, effettuano trasporti esclusivamente all’interno del territorio nazionale, sono soggetti all’obbligo di iscrizione al SISTRI; lo stesso vale per il trasporto transfrontaliero in partenza dal territorio nazionale e verso Stati esteri. Per i vettori stranieri che effettuano trasporti transfrontalieri dall’estero con destinazione nel territorio nazionale, o con solo attraversamento del territorio nazionale, valgono le disposizioni sulla tracciabilità previste dal Regolamento comunitario n. 1013/2006 e dunque non sono tenuti all’iscrizione al SISTRI. Nel caso di trasporto navale, sono soggetti all’obbligo di iscrizione al SISTRI l’armatore o il noleggiatore che effettuano il trasporto, o il raccomandatario marittimo di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135, delegato per gli adempimenti relativi al SISTRI dall’armatore o noleggiatore medesimo.

GESTORI DI RIFIUTI PERICOLOSI

Si intendono per tali gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani pericolosi e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi come di seguito specificato.

NUOVI PRODUTTORI DI RIFIUTI

Si intendono per tali i soggetti che producono rifiuti da operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione dei rifiuti stessi.

OPERATORI DEL TRASPORTO INTERMODALE

Nel caso di trasporto intermodale marittimo di rifiuti, i raccomandatari marittimi di cui alla legge 4 aprile 1977, n. 135, il terminalista concessionario dell’area portuale di cui all’articolo 18, della legge 29 gennaio 1994, n. 84, e l’impresa portuale di cui all’articolo 16 della citata legge n. 84 del 1994, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco, in attesa del successivo trasporto;

Nel caso di trasporto intermodale ferroviario di rifiuti, i responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto.

TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI PERICOLOSI

Si intendono per tali le imprese e gli enti che trasportano i rifiuti pericolosi da loro stessi prodotti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 5 o, se iscritti in categoria 2-bis, solo quando obbligati ad aderire come produttori (con più di dieci dipendenti).

L’adesione volontaria in qualità di produttore, da parte di un produttore/trasportatore dei propri rifiuti non obbligato, comporta l’iscrizione al SISTRI anche per la categoria produttore/trasportatore di rifiuti.

ENTI E IMPRESE CHE EFFETTUANO LA RACCOLTA, IL TRASPORTO, IL RECUPERO, LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI NELLA REGIONE CAMPANIA

Si intendono per tali i comuni, le imprese di trasporto e gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti urbani ubicati nel territorio della regione Campania, di cui al comma 4 dell’articolo 188-ter, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ed i centri di raccolta comunali o intercomunali localizzati nel territorio della regione Campania.

CATEGORIE DI SOGGETTI CON ISCRIZIONE AL SISTRI VOLONTARIA

ENTI E IMPRESE FINO A DIECI DIPENDENTI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DA ATTIVITÀ AGRICOLE ED AGROINDUSTRIALI che, indipendentemente dal numero di dipendenti, siano imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del codice civile e conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta

ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DA ATTIVITÀ DI PESCA PROFESSIONALE E ACQUACOLTURA che indipendentemente dal numero di dipendenti, siano iscritti alla Sezione Speciale «Imprese Agricole» del Registro delle Imprese e conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta

ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

TRASPORTATORI PROFESSIONALI DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI NON ISCRITTI IN CATEGORIA 5 E COMUNQUE NON OBBLIGATI COMEPRODUTTORI (con meno di dieci dipendenti)

TRASPORTATORI DI RIFIUTI URBANI DEL TERRITORIO DI REGIONI DIVERSE DALLA REGIONE CAMPANIA

GESTORI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

NUOVI PRODUTTORI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI DERIVANTI DA ATTIVITÀ DI TRATTAMENTO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

Si intendono per tali gli enti o le imprese che sottopongono i rifiuti non pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti non pericolosi diversi da quelli trattati, per natura o composizione.

Riferimenti Normativi

DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale - Parte IV Rifiuti e Bonifica dei Siti Inquinati

DECRETO MIISTERIALE AMBIENTE3 giugno 2014, n. 120 Regolamento Albo nazionale gestori ambientali.

Dm Ambiente 1° aprile 1998, n. 145 Modello e contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti.

Dm Ambiente 1° aprile 1998, n. 148 Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti

Circolare 4 agosto 1998 Circolare esplicativa sulla compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti e del Formulario di accompagnamento dei rifiuti

 

 

 

SLOT MACHINE

Ecco come dismettere le slot machine

Riferimento: Decreto per la dismissione degli apparecchi da gioco a partire dal 1 maggio 2018.

 

I Monopoli di Stato hanno pubblicato il decreto sulla rottamazione degli apparecchi da gioco che riguarda tutte le slot dismesse a partire dal  1 maggio 2018. Il decreto "si applica agli apparecchi da gioco (di seguito, apparecchi dismessi) per i quali sia venuta meno l’efficacia dei relativi titoli autorizzatori rilasciati da Adm per dismissione, anche dovuta a revoca o decadenza dei nulla osta, e che siano stati privati dei dispositivi di controllo di Adm. Al fine di evitare possibili utilizzi illeciti, gli apparecchi dismessi sono sottoposti alle operazioni previste dalle disposizioni del presente decreto".

 

SEI MESI DI TEMPO PER GESTORI - Il proprietario di apparecchi dismessi deve, entro il termine di 6 mesi dalla cessazione di efficacia dei relativi titoli autorizzatori, smaltire e distruggere gli stessi apparecchi secondo quanto previsto dall’articolo 4. In alternativa a tali operazioni di smaltimento e distruzione, il proprietario di apparecchi dismessi può cedere e trasferire gli stessi ai produttori di apparecchi di gioco o all’estero, secondo quanto previsto dall’articolo 5. I proprietari di apparecchi dismessi devono comunicare ai competenti Uffici territoriali dell’Adm, secondo modalità e tempistiche indicate con successivo provvedimento, l’avvenuta effettuazione delle operazioni di cui ai commi 1 e 2".

 

SMALTIMENTO E DISTRUZIONE - Quando non proceda ai sensi dell’articolo 5, il proprietario dell’apparecchio dismesso e della relativa scheda di gioco, priva del dispositivo di controllo di Adm, è tenuto a gestire tali apparati, insieme o separatamente, come rifiuti, nel rispetto delle disposizioni di cui alla Parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 e del decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49. I rifiuti di cui al comma 1 possono essere consegnati unicamente ad imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle pertinenti categorie e conferiti presso impianti autorizzati. Il ritiro dei rifiuti deve avvenire esclusivamente presso il domicilio segnalato dal proprietario, al fine di consentire l’adempimento delle prescrizioni di cui al comma 3. Il proprietario degli apparecchi dismessi è tenuto con congruo anticipo, secondo la tempistica indicata con il provvedimento di cui all’articolo 3, comma 3, a fornire al competente Ufficio territoriale dell’AdM l’elenco analitico degli apparecchi e delle schede di gioco oggetto di smaltimento e distruzione da consegnare ai soggetti incaricati e a comunicare la data e il luogo delle operazioni di conferimento, in modo da consentire la presenza e il controllo da parte del predetto Ufficio. Durante il trasporto i rifiuti di cui al comma 1 sono accompagnati dal formulario di identificazione rifiuti nel rispetto dell’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152. Nel campo del formulario riservato alle annotazioni deve essere riportato l’elenco analitico degli apparecchi da gioco e delle schede di gioco oggetto di smaltimento. Il proprietario è tenuto ad acquisire copia del formulario di cui all’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, controfirmato e datato in arrivo dall’impianto di destinazione, ai fini dell’assolvimento degli oneri di cui all’articolo 188 del medesimo decreto e alla sua conservazione per cinque anni.

 

CESSIONE E TRASFERIMENTO - L’apparecchio dismesso e la relativa scheda di gioco, insieme o separatamente, possono essere trasferiti a produttori di apparecchi da gioco, anche in conto lavorazione, ai fini della rigenerazione dell’apparecchio. La sola scheda di gioco può essere trasferita, oltre che ai produttori di apparecchi, anche al produttore della scheda stessa. L’apparecchio dismesso, sprovvisto della scheda di gioco, può essere ceduto e trasferito all’estero.

 

 

(Il decreto è disponibile a questo link)

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