06Mag 2016

Al termine della riunione della Conferenza Unificata di ieri, voluta da Governo, Regioni, Province e Comuni, il presidente del Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Catania –Enzo Bianco– ha affermato che «Ministeri degli Affari Regionali, della Salute, dell’Ambiente, del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’Economia, della Giustizia lavoreranno a fianco dei rappresentanti di Regioni e Enti locali per definire ‘Piani di azione biennali‘ che possano realizzare le misure prioritarie, quali ad esempio la razionalizzazione delle modalità e completamento dei dati di censimento e mappatura del territorio, l’individuazione e adeguamento dei siti per la gestione dei rifiuti provenienti dalla pianificazione degli interventi di bonifica, indicazioni circa le modalità di micro raccolta e incentivazione alla rimozione delle piccole quantità di amianto, armonizzazione della sorveglianza sanitaria degli ex-esposti e individuazione di percorsi clinico-diagnostici-terapeutici e assistenziali per i pazienti affetti da mesotelioma e patologie tumorali asbesto correlate, creazione, informatizzazione, integrazione e interazione delle banche dati relativamente alle informazioni ambientali sanitarie e del lavoro per il monitoraggio delle azioni adottate e la più efficace predisposizione dei successivi Piani di azione da adottare».

Bianco ha poi aggiunto che «Il Tavolo avrà anche il compito di predisporre una proposta di Testo unico sulla normativa in materia di protezione della popolazione dai rischi dell’amianto e di proporre la convocazione con cadenza almeno biennale di una Conferenza nazionale sull’amianto».

I fondi INAIL per la ricerca sull’amainto

Sono pari a più di sei milioni di euro le risorse finanziarie stanziate dall’Inail per sostenere la ricerca sull’amianto nel triennio 2016/2018. Agli oltre due milioni di euro destinati all’attività istituzionale di indagine sul fenomeno, tra cui rientra il complesso sistema di sorveglianza epidemiologica costituito dal Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM), si sommano infatti i quattro milioni e 200mila euro stanziati per un innovativo programma di ricerca che mira a rafforzare le conoscenze sui rischi di esposizione a questa sostanza, che a 24 anni dalla sua messa al bando in Italia continua a costituire un’insidiosa minaccia per la salute di cittadini e lavoratori. Il programma avrà un limite di spesa annuale di un milione e 400mila euro e rientra nel Piano delle attività di ricerca discrezionale dell’Istituto per gli anni 2016/2108, appena approvato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Ad annunciare il via libera del ministro al Piano è stato il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello «Oggi l’amianto è un dramma finalmente noto in tutte le sue tristi declinazioni, dalla bonifica alla sorveglianza epidemiologica, fino alla diffusione delle patologie correlate anche in ambiti tradizionalmente non indagati nel passato, come quelli scolastici. Su ciascuno di questi fronti l’Istituto è operativo col suo indiscutibile patrimonio di esperienze, professionalità e conoscenza».

Esprimendo l’auspicio che il legislatore provveda celermente alla codificazione di un Testo unico sull’amianto che raccolga e semplifichi l’attuale normativa in materia, Lucibello ha ricordato come l’attività di contrasto rappresenti anche una delle finalità del Bando Isi 2015, in cui è stato introdotto uno specifico asse di finanziamento dedicato ai progetti di bonifica. «Nell’ultima edizione del bando – ha precisato a questo proposito il direttore generale – l’Istituto ha destinato 83 milioni di euro alle imprese che devono smaltire i materiali contenenti amianto ed è la prima volta che un ente dello Stato centrale stanzia una cifra del genere in un’unica soluzione. È un impegno che rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione e dello sforzo profusi dall’Inail su questo versante».

 

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