01Ago 2017

Mentre gli organismi nazionali rivedono al rialzo le stime del Pil per il 2017 (+1,4% Banca d’Italia e +1,3% Confindustria), il settore delle costruzioni non riesce ad agganciare la ripresa. La stima per l’anno in corso degli investimenti in costruzioni è pari a un +0,2%: un aumento del tutto trascurabile per parlare di effettiva risalita.

Il settore della riqualificazione rimane l’ancora di salvezza dell’edilizia rappresentando ormai quasi il 40% degli investimenti complessivi in costruzioni.

Quadro incerto su occupazione e produzione:

  • lieve aumento degli occupati (+0,6%) nel primo trimestre 2017 che però non trova conferma nei risultati delle casse edili, che registrano ancora riduzioni nelle ore lavorate e nel numero dei lavoratori iscritti.
  • Nei primi cinque mesi dell’anno la produzione ha registrato risultati altalenanti con il susseguirsi di segni positivi e negativi. Dopo un aprile che si è chiuso con un -4,6%, l’indice corretto della produzione diffuso oggi dall’Istat segnala a maggio un aumento del 2,9%. Complessivamente quindi nei primi cinque mesi del 2017 la produzione ha registrato – 0,3%.

Una ripresa più solida, con effetti concreti sulla tenuta delle imprese, sarà possibile nel 2018. Sulla base delle misure della Legge di bilancio 2017, le stime per il 2018 sono di un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5%.

Opere Pubbliche

Negli ultimi due anni il Governo ha deciso di puntare sulle infrastrutture mettendo sul piatto ingenti risorse.
Le ultime manovre economiche del 2016 e 2017 hanno stanziato per le opere pubbliche 100 miliardi di euro distribuiti in 15 anni.

A fronte di tali stanziamenti nel Def era previsto per il 2016 un aumento degli investimenti in infrastrutture pari al 2%. Ma all’inizio dell’anno, a consuntivo, l’Istat ha certificato un calo del 4,5% corrispondente a una riduzione di 1,6 miliardi di euro di investimenti rispetto al 2015.

Ma allora dove sono finite le risorse?

  • Gli enti pubblici hanno avuto difficoltà a spendere le risorse nonostante il superamento del Patto di Stabilità.
  • Una normativa ancora in divenire per le nuove modifiche apportate dal Codice degli appalti e dal recente Correttivo.
  • Il contratto di programma Anas risulta bloccato da 9 mesi.
  • A distanza di 7 mesi non sono state ancora completate le procedure di ripartizione del Fondo investimenti da 47 miliardi.

Dopo un 2016 nero sul fronte dei bandi di gara (-16%), qualche segnale positivo si riscontra nei primi sei mesi dell’anno in corso (+11,3%), ma i livelli rimangono molto bassi, ben al di sotto degli anni pre crisi. Per il 2018 la stima per il comparto delle opere pubbliche è di una crescita del 4% degli investimenti. Condizione indispensabile per raggiungere tale risultato è il superamento delle difficoltà legate alla trasformazione in cantieri delle risorse disponibili.