26Giu 2017

L’edilizia off-site è stata al centro di REbuild 2017 – l’evento centrale per definire le nuove tendenze dell’edilizia italiana. La produzione che si sposta in fabbrica ottimizzando tempi, costi, risultati. La prefabbricazione che ibrida industria e manifattura, che ha ritmi industriali e risultati sartoriali, che si declina sul nuovo e sull’esistente, è la soluzione per far uscire il settore dallo stallo in cui si trova ormai da anni.

Le nuove soluzioni tecnologiche devono essere in grado di rigenerare le tipologie più bisognose di intervento: i condomini degli anni 50 e 60 delle nostre periferie. È possibile affrontare la riqualificazione degli edifici multipiano in tempi ridotti a condizioni economicamente sostenibili? Un progettista ed una piccola impresa olandese di 25 dipendenti hanno illustrato a REbuild un modello di intervento attuabile su edifici Italiani e a portata di piccole e medie imprese. Peter Goossen, design manager di BouwNext, e Jan Willem Sloof, titolare di Renolution hanno mostrato come l’industrializzazione e la digitalizzazione non sono partite solo delle grandi imprese edili, ma costituiscono una possibilità di innovazione alla portata di tutti.

“Simili performance nei tempi, nei costi e nella produttività sono raggiunte attraverso un processo razionale di standardizzazione, modularizzazione e pre-fabbricazione in un contesto organizzato ad alta efficienza, nel quale gli stessi addetti che lavoravano in cantiere oggi lavorano, meglio, in fabbrica”, afferma Thomas Miorin, fondatore di REbuild. Tuttavia, “la sfida è quella di coniugare l’efficienza produttiva assicurata dai nuovi sistemi di produzione e la varietà della produzione in modo da adeguarsi ai molteplici contesti della città e dei suoi edifici” aggiunge Ezio Micelli, Presidente del Comitato Scientifico di REbuild.

Le nuove tecnologie evidenziano una notevole capacità di adattamento non solo ai contesti, ma anche alle tecnologie costruttive: “vogliamo mettere in luce come si possa fare edilizia 4.0 con il legno, con l’acciaio e anche con il cemento: la flessibilità delle opzioni è un tratto costitutivo della nuova industria delle costruzioni” sottolinea ancora Thomas Miorin. Con vantaggi evidenti sotto il profilo dei costi e dei tempi di esecuzione: “i costi possono ridursi dal 25 al 33% e i tempi di consegna dal 30 al 50%, secondo le prime stime disponibili” aggiunge Ezio Micelli.

Alla convention si è anche affrontato il tema delle possibili innovazioni legate all’impiego delle tecnologie digitali: Micol Filippetti, CEO del Gruppo Filippetti ha presentato con casi concreti come l’infrastruttura digitale rappresenti un fattore chiave anche in cantiere, sia per la gestione delle risorse e dei materiali che per il controllo dei tempi e della sicurezza delle maestranze.

Altro argomento di primaria importanza è quello del riuso, che nasce da una rinnovata attenzione della domanda per la salubrità degli alloggi e da nuove formule di progettazione condivisa. Sul tema sono intervenuti Saint Gobain, impresa da anni ormai attenta all’impiego delle nuove tecnologie per ripensare il comfort delle residenze e dei luoghi di lavoro in dialogo assieme ad ARUP e all’Istituto Superiore di Sanità. Sul tema della riprogettazione del patrimonio esistente, Houzz ha presentato a REbuild la ricerca inedita “Houzz & Home” su come in Italia le famiglie intraprendono la trasformazione delle proprie abitazioni.

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