06Ago 2015

La nocività dell’amianto è ormai risaputa e a tal proposito è necessario rivolgersi ad un team di esperti per provvedere alla sua bonifica qualora fosse presente. Assa, leader ecologico sul territorio di Roma, vanta anni di esperienza nella rimozione di questo materiale pericoloso. Ma come è stata possibile la proliferazione di questo materiale a macchia d’olio sia dal punto di vista geografico che dell’impiego? Le convinzioni sui “benefici” di questo materiale hanno origini antichissime.

Storia dell’amianto

L’amianto – dal greco amiantos, significa incorruttibile – è un minerale che ha fatto inizialmente la sua comparsa a Cipro, in Grecia e sulle Alpi Italiane. È divenuto celebre per la sua particolare resistenza agli agenti corrosivi, motivo per cui è stato ampiamente impiegato in numerosi settori sin dall’antichità, compresa la cremazione.

I Persiani e i Romani, come attesta il Vecchio (23-79 d. C.) nella sua Naturalis Historia, disponevano di manufatti in amianto per avvolgere i cadaveri da cremare, allo scopo di ottenere ceneri più pure e chiare. Altro impiego consisteva nel porre intorno al tronco degli alberi da abbattere un panno di amianto per attutire il rumore degli stessi durante la caduta. Questo materiale era conosciuto anche per la sua capacità di tessere le fibre e per essere un perfetto isolante acustico. Tra le proprietà più affascinanti e sfruttate dell’amianto possiamo annoverare la sua resistenza al calore. Basti pensare che in passato gli stoppini delle lampade consistevano in cordini di fibre di amianto. Inoltre, una testimonianza del ‘600, attribuita al medico naturalista Boezio, dimostra l’uso dell’amianto persino nella medicina: “…dall’asbesto si fa spesso un unguento miracoloso per il lattime e per le ulcerazioni delle gambe”.

Credenza sfatata negli anni ’60 quando fu tolto dai medicinali e utilizzato solo per due tipi di preparati: una polvere contro la sudorazione dei piedi ed una pasta dentaria per le otturazioni. Il suo impiego nell’edilizia avviene solo nel XVII secolo, quando furono scoperti i giacimenti degli Urali, e solo nel 1877 vennero alla luce quelli di Crisotilo presso Thetford e Coloraine nel Quebec ed a questa data si fa risalire la nascita dell’industria della lavorazione di queste fibre, con la progressiva e rapida evoluzione degli usi tecnologici di questo particolare minerale.

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