22Set 2017

Ammontano a circa circa 9,9 miliardi le risorse del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico per il 2016 – 2023. Una pianificazione a lunga scadenza, nell’arco dei prossimi 15 anni, ma con risorse certe e disponibili.

La prima significativa realizzazione è nell’apertura di 1337 cantieri finanziati ma bloccati dal 2000 al 2014, per investimenti pari a 1409 milioni. La seconda è il piano per le aree metropolitane, dove si concentra la maggiore popolazione a rischio, con investimenti in cantiere per 654 milioni, 114 dei quali sono già stati spesi, 16 milioni in più rispetto al cronoprogramma previsto dalla Struttura di missione. Nessun ritardo sulle opere in corso a partire dai cantieri di Genova.

La spesa sostenuta dallo Stato nel 2016 fino al terzo trimestre del 2017 ammonta a 1 miliardo e 114 milioni, risorse costituite dalla spesa per il piano aree metropolitane (114 milioni), da fondi vari del Ministero per l’Ambiente (10 milioni), fondi per le foreste (225 milioni) e vecchi fondi finalmente avviati all’utilizzo (795 milioni).

Come è evidente, comunque, il lavoro nell’ambito di queste opere ingenti prevede diverse fasi regolamentate dal codice dei contratti pubblici e monitorate costantemente dalla Struttura di missione, in raccordo con le Regioni e i Comuni interessati. Il vero ritardo, a dimostrazione di un lavoro di prevenzione mai realizzato finora, sta nelle progettazioni. Sulle 9397 opere richieste dalle Regioni solo l’11% dei progetti pervenuti sono esecutivi e pronti per gare e finanziamento. E’ questo un ritardo che deve essere recuperato con un grande lavoro di squadra per una grande impresa.