07Mar 2018

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Sara Vito, ha adottato il nuovo Piano amianto, strumento con cui il Friuli Venezia Giulia aggiorna il precedente Piano risalente al 1996 e introduce strategie e cronoprogramma per favorire la completa rimozione del pericoloso materiale.

Dall’analisi dei dati complessivi 2015-2017 riportati nel Piano risulta che solo l’8% dei comuni in Friuli Venezia Giulia è esente da amianto negli edifici pubblici, mentre per quasi il 70% di essi non sono ancora a disposizione informazioni in merito. 

Un quadro che dunque, pur non significando che possano esserci tracce di amianto, richiede comunque la conclusione della mappatura e un approccio di sistema per giungere alla completa eliminazione del materiale che negli anni ha comportato ricadute drammatiche dal punto di vista della salute.

Non a caso uno dei punti salienti del nuovo Piano è il rafforzamento della sinergia tra ambiente e sanità, con il coinvolgimento delle Aziende sanitarie e del Crua, il Centro regionale unico amianto, cui possono rivolgersi tutti i cittadini che hanno avuto esposizione professionale, domestica o ambientale all’amianto.

Il Piano si prefigge il completamento – con la collaborazione di Arpa, delle Aziende Sanitarie e dei Comuni – della mappatura nel territorio, a partire da scuole, ospedali, luoghi di cura, cinema, teatri, luoghi di culto, impianti sportivi e biblioteche non ancora esaminati, rafforzando l’interesse anche alle aziende e agli edifici di proprietà privata.

Il Piano riporta un dato ancora critico in relazione all’adesione volontaria ai censimenti. La campagna per mappare gli edifici pubblici tramite l’inserimento diretto da parte dei Comuni dei dati nell’applicativo Aram (Archivio regionale amianto) avviata a giugno 2017 ha confermato la generalizzata difficoltà nel reperire informazioni da parte delle amministrazioni comunali: a dicembre 2017 solamente il 34% dei Comuni aveva aderito.

Il passo avanti che la Regione Friuli Venezia Giulia vuole fare è il completamento della mappatura puntuale del territorio, che non costituisce di per sé un obbligo alla bonifica, ma consentirà di avere un quadro reale dell’amianto presente nel territorio per mettere in campo risorse mirate per bonifica e gestione rifiuti.

Per accelerare la mappatura si procederà parallelamente anche al rilevamento di coperture in amianto tramite la programmazione di voli con l’utilizzo della tecnica delle immagini multispettrali, già sperimentata da Arpa con successo.

Necessario invece per valutare l’effettivo impatto sulla salute e sull’ambiente e per attuare interventi di bonifica prioritari sarà l’individuazione dell’indice di degrado dei manufatti mappati.

Con l’adozione del Piano continuerà il forte impegno della Regione per l’agevolazione delle bonifiche attraverso la concessione di contributi. Oltre ai cinque canali contributivi finora attivati, un’ulteriore novità per accelerare il processo di smaltimento consisterà nell’incentivare la bonifica di piccole quantità di amianto attraverso la definizione di Linee guida per la microraccolta comunale e la raccolta in proprio da parte dei cittadini. 

Ricerca per nuove tecnologie di trattamento dei materiali, formazione per addetti alla rimozione dell’amianto e per tecnici comunali e informazione – prevista la realizzazione di un nuovo sito internet aggiornato multidisciplinare – sono gli ulteriori tre asset su cui si basa il piano. ARC/EP

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