29Set 2015

L’asbesto, meglio conosciuto come amianto, è stato bandito in Italia nel 1992 a causa del suo elevato potere nocivo, ma le sanzioni ad esso relative sono arrivate solo a febbraio 2013. Chiunque ometta di denunciare presso l’ASL competente (L.r. 31.07.2012 n. 14) la presenza di amianto è soggetto a multe che vanno da 100 euro, fino a 1.500 euro.

Liberarsi dell’amianto e non incorrere in “salate” conseguenze è facile, basta rivolgersi ad un esperto del settore come Assa, capace di intervenire efficacemente su questo materiale attraverso tecniche di rimozione o bonifica.

La normativa vigente sull’amianto

La normativa vigente stabilisce le procedure da seguire per la corretta gestione dei manufatti contenenti amianto, come descritto di seguito.

Il primo punto prevede il “divieto di produzione e commercializzazione dei manufatti contenenti amianto” secondo la legge n.257 del 27 marzo 1992, considerato l’elevato grado di pericolosità dato dalla dispersione di fibre di amianto.
Ad oggi i materiali che possono contenere maggiormente amianto sono le lastre in fibrocemento, meglio conosciute come eternit.
Per accertare la presenza di amianto nei manufatti è necessario eseguire delle analisi specifiche.

Il secondo punto prende in esame gli “obblighi dei proprietari/detentori dei manufatti contenenti asbesto”. In questo caso non è obbligatoria la bonifica del manufatto, a meno che quest’ultimo non rilasci fibre.

Se dovesse verificarsi un deterioramento del manufatto si agirà in due fasi: indagine per verificare la presenza di amianto e, in caso di riscontro, programma di controllo e manutenzione dei manufatti; è previsto l’obbligo di bonifica ma non necessariamente di rimozione, in caso di cattiva conservazione del manufatto.

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