13Ago 2015

L’amianto, materiale dall’elevato potere tossico per l’uomo, può essere rimosso attraverso diverse tecniche: rimozione, incapsulamento e confinamento mediante sovra copertura. Per eseguire questi interventi è necessario rivolgersi ad un esperto del settore, come Assa, leader ambientale che opera sul territorio di Roma.
Questo materiale, prima che il suo carattere nocivo fosse reso noto, fu impiegato in numerosi settori, tra cui quello industriale che ne ha fatto un uso massiccio.

L’amianto nell’industria

L’impiego dell’amianto, e in particolar modo del cemento-amianto, nel settore industriale risale agli ultimi decenni dell’800. Secondo fonti certe le applicazioni in cui veniva utilizzato questo materiale erano circa 3000.

Basti pensare che solo negli Stati Uniti, facendo riferimento alla tabella elaborata da I.J. Selikoff, il suo utilizzo passò da 64.500 tonnellate nel 1890-1899 a 24.827.500 nel 1960-1969. La tendenza alla crescita si è interrotta decisamente soltanto a partire dalla seconda metà degli anni ’70.

La sua proliferazione è stata incentivata da 3 eventi: nel 1903, in seguito ad un incendio che causò 83 morti, la Metropolitana di Parigi fu sostituita con materiali contenenti amianto; nel 1912 un ingegnere italiano costruisce per primo una macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto; nel 1932 furono utilizzati manufatti di amianto per la coibentazione del translatlantico Queen Mary.

Eventi che portarono ad una proliferazione estrema del materiale, tanto da impiegarlo anche all’interno di scuole, ospedali (ovatte e bende), palestre, cinema e in tutti i settori industriali in generale (produzione di guarnizioni, prodotti di frizione, cartoni, filtri per sostanze corrosive). Non rimane inviolato nemmeno il campo tessile: il materiale fu utilizzato nella produzione di tessuti ignifughi o con proprietà di resistenza all’azione corrosiva degli acidi.

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