27Ott 2015

Siamo ormai nel 2015 e l’amianto fa ancora parlare di sé.
L’asbesto, questo il nome originario del minerale che, soprattutto negli anni del boom economico, fu impiegato in diversi settori (industriale, edile e nei trasporti), fino alla sua messa al bando, avvenuta nel 1992.

Questo materiale è altamente nocivo per la salute dell’uomo a causa del suo costante rilascio di fibre ed è ancora presente in numerosi manufatti, ragione per cui è necessario rivolgersi ad un esperto del settore, come Assa, per bonificarlo o rimuoverlo.

Come si dividono le fibre di amianto

La parte nociva dell’amianto consiste nelle sue fibre.
Quest’ultime, in base allo stato di degrado del manufatto, sono rilascite nell’ambiente e, nel caso in cui vengano inalate, possono portare anche alla morte. Possiamo dividere le fibre di asbesto in due tipologie: fibre del gruppo serprentino e fibre del gruppo anfibolo. Il gruppo serpentino è rappresentato dal crisotilo (asbesto bianco o grigio), la tipologia più diffusa quando si parla di amianto (corrisponde al 93% della produzione mondiale) e, fortunatamente, meno nociva.

È stato prodotto soprattutto in Sudafrica, Canada, Corsica e, più della metà solo in Italia, soprattutto vicino Torino.
Il gruppo anfibolo, invece, è rappresentato dall’amianto blu (silicato di ferro), la tipologia più pericolosa in assoluto, dall’amianto bruno (silicato di ferro e magnesio), dall’antofillite (silicato di magnesio), dalla tremolite (silicato di magnesio e calcio) e dall’actinolite (silicato di calcio, magnesio e ferro).
Al secondo gruppo rispondono le tipologie di amianto più nocive, prodotte soprattutto in Australia, USA, Canada e Turchia.

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