20Ott 2016

Al via il credito d’imposta per gli interventi di bonifica dei beni e delle aree contenenti amianto. Dal prossimo 16 novembre e sino al prossimo 31 marzo 2017 le imprese che smantellano l’amianto, a prescindere dalle loro dimensioni e dalla loro natura, possono richiedere il bonus previsto dall’art. 56 della L. n. 221/2015. È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 il Decreto del Ministero dell’Ambiente che individua la disciplina attuativa del credito d’imposta, definendo: le tipologie di interventi ammissibili; le modalità e i termini per la concessione; il limite massimo di spesa; la determinazione dei casi di revoca e di decadenza del beneficio; le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta.

 

Beneficiari

Il bonus è riconosciuto a favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, che effettuano interventi di bonifica dall’amianto, su beni e strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

 

Interventi

Sono ammissibili al credito d’imposta gli interventi di rimozione e smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, dell’amianto presente in coperture e manufatti di beni e strutture produttive ubicati nel territorio nazionale effettuati nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono ammesse, inoltre, le spese di consulenze professionali e perizie tecniche nei limiti del 10% delle spese complessive sostenute e comunque non oltre l’ammontare di 10 mila euro per ciascun progetto di bonifica unitariamente considerato. Sono considerate eleggibili le spese per la rimozione e lo smaltimento, anche previo trattamento in impianti autorizzati, di:

  • lastre di amianto piane o ondulate, coperture in eternit;
  • tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, ad uso civile e industriale in amianto;
  • sistemi di coibentazione industriale in amianto.

 

Agevolazione

Il credito d’imposta è pari al 50% delle spese sostenute, ripartito in 3 quote annuali di pari importo, per gli interventi sopra indicati, effettuati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. Il bonus spetta a condizione che la spesa complessiva sostenuta in relazione a ciascun progetto di bonifica, unitariamente considerato, sia almeno pari a 20.000 euro.  L’ammontare totale dei costi eleggibili è, in ogni caso, limitato all’importo di 400.000 euro per ciascuna impresa.

 

Domande

Le istanze di accesso potranno essere presentate al Ministero dell’Ambiente a partire dal 16 novembre (trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo) e sino a 31 marzo 2017. Andranno trasmesse e compilate esclusivamente accedendo alla piattaforma informatica che sarà accessibile sul sito www.minambiente.it. Nell’istanza, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, dovrà essere indicato:

  • il costo complessivo degli interventi;
  • l’ammontare delle singole spese eleggibili;
  • l’ammontare del credito d’imposta richiesto;
  • di non usufruire di altre agevolazioni per le medesime voci di spesa.

A corredo della domanda dovrà essere allegata, a pena di esclusione, la seguente documentazione:

  • il piano di lavoro del progetto di bonifica unitariamente considerato presentato all’ASL competente;
  • la comunicazione alla ASL di avvenuta ultimazione dei lavori/attività di cui al piano di lavori già approvato comprensiva della documentazione attestante l’avvenuto smaltimento in discarica autorizzata e, nel caso di amianto friabile in ambienti confinati, anche la certificazione di restituibili a degli ambienti bonificati redatta da ASL;
  • l’attestazione dell’effettività delle spese sostenute, essa deve essere rilasciata dal Presidente del collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali, o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, o nell’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà relativa agli altri aiuti «de minimi» eventualmente fruiti durante l’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti.

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