16Nov 2015

Ancora oggi dopo numerosi anni il “killer silenzioso” continua a mietere vittime.
È l’amianto, con tutta la sua pericolosità che a più di 20 anni dalla sua messa al bando, ancora è molto presente sul territorio italiano.

Si trova in numerosi edifici, pubblici e privati, delle nostre città, i dati del Ministero dell’Ambiente parlano chiaro: 33.600 siti d’amianto in Italia.
La maggior parte di questi trova nelle Marche e in Abruzzo (50% dei dati totali) e in generale sul versante adriatico.

Il dato è ancor più preoccupante se si considera che al sud c’è ancora cattiva informazione, motivo per il quale esistono solo dati parziali su queste regioni.

Amianto nella regione Lazio

Anche nella nostra regione, il Lazio, esistono zone “sconosciute”, delle quali non si ha una precisa mappatura e non risultano essere tra i dati censiti. In Italia sono stati bonificati solo 800 siti su 30 mila, un numero che spaventa.

Le zone con mortalità da amianto più elevata sono quasi tutte costiere, per la presenza di cantieri navali e porti, e sono concentrate a Monfalcone (in provincia di Gorizia) e Trieste nel nord est; a Genova e La Spezia nel nord ovest e Taranto al sud.

Fra le altre province interessate da altre lavorazioni figurano, invece, Casale Monferrato (in provincia di Alessandria) sede, per circa 80 anni, della più grande fabbrica di cemento-amianto della Eternit; Bari e Pavia con Fibronit, Bagnoli con Eternit e Italsider, Siracusa (Eternit), Milazzo – ex Sacelit e Pistoia, sede di Breda Costruzioni Ferroviarie, Emarese – miniere da amianto.

Imprese esperte del settore di smaltimento dell’amianto, come Assa, sono la soluzione migliore per combattere questo male che ancora affligge il nostro Bel Paese.

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