10Mag 2017

«Il fumo di sigaretta potenzia l’effetto dell’amianto. Entrambe le sostanze sono state agenti». L’ha detto il perito dell’accusa, specializzato in anatomia patologica, rispondendo alle domande della difesa nel processo a carico di due ex direttori della Michelin di Cuneo, Giancarlo Borella e Roberto Mantelli, imputati per omicidio colposo. La famiglia di un manutentore meccanico di Cuneo, morto per tumore ai polmoni nel 2004 a 53 anni, si è costituita parte civile. 

 «Ho ricostruito l’anamnesi medica con cartelle cliniche ed esami istologici – ha spiegato – e quella lavorativa con i documenti di Michelin, Inail e Spresal. Il dipendente non aveva malattie precedenti, lavorava a contatto con fumi di gomma calda e manipolava manufatti contenenti amianto, fumava 20 sigarette al giorno. È deceduto in poco tempo perché la neoplasia polmonare, diagnosticata in ospedale a Cuneo, era in stato avanzato. Si è tentato con chemioterapia e radioterapia, ma si tratta di un tumore molto aggressivo con scarsa possibilità di sopravvivenza».  

Rispondendo alla domanda sulle cause, l’esperto ha detto: «La concomitanza con più fattori (fumo ed esposizione all’amianto, fino agli anni ’80 non c’erano le protezioni attuali) ha un effetto acceleratore».

Fonte La Stampa

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