27Gen 2016

Diventa operativa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la legge 22 gennaio 2016, numero 9 di conversione del decreto legge 25 novembre 2015 che istituisce il Fondo per lo Sport e le Periferie, per incentivare l’attività sportiva agonistica e la cultura dello sport nelle aree svantaggiate ed aree periferiche urbane.

La gestione al Coni

Il Fondo sarà gestito dal Coni e dotato, per il triennio 2015-2017 di risorse complessive per 100 milioni di cui 20 milioni investiti nel 2015, 50 milioni nel 2016 e 30 milioni nel 2017.
Le risorse che alimentano il Fondo saranno investite per realizzare i seguenti interventi: ricognizione degli impianti sportivi esistenti sul territorio nazionale; realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi con destinazione all’attività agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane; completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all’attività agonistica nazionale e internazionale; attività e interventi finalizzati alla presentazione e alla promozione della candidatura di Roma 2024.

I termini

A decorrere dal 25 gennaio e fino al 23 febbraio il Coni sarà impegnato nella ricezione delle proposte di intervento a valere sul Fondo e successivamente sottoporre all’approvazione della Presidenza del Consiglio un apposito piano pluriennale di interventi.

I progetti agli enti locali

La legge di conversione inoltre introduce una disposizione che consente ad associazioni e società sportive senza fine di lucro di presentare agli enti locali progetti finalizzati a rigenerare, riqualificare o ammodernare impianti sportivi presenti sui territori, che prevedano il successivo affidamento in gestione gratuita dell’impianto per un utilizzo teso a favorire l’aggregazione sociale e giovanile.
Qualora l’ente locale riconosce l’interesse pubblico del progetto, può affidare la gestione dell’impianto al proponente per un termine proporzionato al valore dell’intervento proposto, comunque non inferiore a 5 anni
Le proposte agli enti locali devono essere formulate nel rispetto delle procedure previste dal decreto legge n. 133/2014 il quale onera gli enti locali di determinare criteri e condizioni per l’inoltro di progetti provenienti dai cittadini tesi a valorizzare aree urbane ed extraurbana.

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