18Nov 2016

Approvato in Commissione Lavoro l’emendamento presentato dall’On. Antonio Boccuzzi in favore dei lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate la cui origine professionale è stata riconosciuta dall’INAIL.

L’On. Antonio Boccuzzi si è fatto portatore delle istanze dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus, e quindi ha presentato l’emendamento n. 4127-bis./XI/28. 02 che recita testualmente: “Tutti i lavoratori affetti da mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2), mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (j61), riconosciute dall’INAIL di origine professionale, ovvero quale causa di servizio, hanno diritto ad essere collocati in pensione secondo le disposizioni di cui alla L. 222/84, in assenza di qualsiasi limite, di grado di inabilità e di anzianità anagrafica e contributiva, e con effetto immediato, e con quantificazione degli importi della prestazione, nella misura dell’80% della media delle retribuzioni percepite per attività di lavoro, con rivalutazione in base agli indici ISTAT”.

Questa misura legislativa si giustifica soprattutto alla luce della riforma Fornero, che ha elevato l’età pensionabile fino a farle sfiorare i 70 anni. In caso di approvazione della misura legislativa, tutti i lavoratori che ottenessero dall’INAIL il riconoscimento della patologia asbesto correlata potrebbero accedere al prepensionamento a prescindere dal grado di inabilità e quindi anche ove operazioni chirurgiche e chemioterapia dovessero in qualche modo portare, anche momentaneamente, alla regressione della patologia, evidentemente potrebbero accedere alla prestazione pensionistica senza correre il rischio di eventuali successive revoche, ovvero quello di dover continuare a lavorare pur con gravi patologie.

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