13Set 2017

Costruire, ristrutturare, potenziare, modernizzare strutture sportive comunali. La promozione dello sport è il principale obiettivo del protocollo firmato a Bari dal presidente dell’Anci Antonio Decaro e dal Commissario Straordinario dell’Istituto per il Credito Sportivo Paolo D’Alessio: 200 milioni di euro in mutui saranno messi a disposizione dei progetti di costruzione e riqualificazione delle strutture con una forte attenzione ai territori di minori dimensioni o penalizzati dalla distanza dai centri urbani: i piccoli Comuni e le Unioni di Comuni delle aree interne del Paese.

Il protocollo ripercorre l’iniziativa già sperimentata lo scorso anno, e rappresenta così l’edizione 2017 del bando “Sport missione Comune”, che proprio nel 2016 ha consentito la realizzazione di più di 301 progetti in 19 regioni.
Quest’anno la dotazione raddoppia, arrivando a 200 milioni, divisi in due plafond. Il primo, di 100 milioni, sarà offerto con mutui a tasso zero per consentire, entro la fine del 2017, la definitiva realizzazione di progetti già in fase avanzata, per un massimo di 2 milioni concessi per ciascuna operazione. Il secondo, per altri 100 milioni, verrà erogato agli enti locali e anche a privati nell’ambito di operazioni di partenariato pubblico-privato a tasso agevolato (a titolo di esempio per i Comuni, l’1% per un mutuo a tasso variabile della durata di 15 anni), per coprire le spese eccedenti i due milioni a tasso zero del plafond A.

I progetti definitivi o esecutivi per i quali è possibile richiedere l’ammissione a contributo devono essere relativi a: costruzione, ampliamento, attrezzatura, miglioramento, ristrutturazione, efficientamento energetico, completamento e messa a norma di impianti sportivi e/o strumentali all’attività sportiva, anche a servizio delle scuole, comprese le piste ciclabili, ivi compresa l’acquisizione delle aree e degli immobili destinati all’attività sportiva.

L’attenzione particolare dedicata dal bando ai piccoli Comuni delle aree interne o alle Unioni di Comuni, ovvero a quegli enti che più di tutti trovano difficoltà nel reperire le risorse necessarie, è testimoniata dalla scelta di suddividere il plafond a tasso zero in due parti uguali: 50 milioni dedicati esclusivamente ai piccoli Comuni e alle Unioni, e i restanti 50 per i progetti previsti in tutti gli altri Comuni. I finanziamenti, oltre che per gli impianti sportivi (anche scolastici), potranno essere destinati all’acquisto di attrezzature e alla realizzazione di piste ciclabili.

Entro 20 giorni dal 28 ottobre, l’esito delle domande sarà pubblicato sui siti dell’Anci e dell’ISC.

22Set 2017

Ammontano a circa circa 9,9 miliardi le risorse del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico per il 2016 – 2023. Una pianificazione a lunga scadenza, nell’arco dei prossimi 15 anni, ma con risorse certe e disponibili.

La prima significativa realizzazione è nell’apertura di 1337 cantieri finanziati ma bloccati dal 2000 al 2014, per investimenti pari a 1409 milioni. La seconda è il piano per le aree metropolitane, dove si concentra la maggiore popolazione a rischio, con investimenti in cantiere per 654 milioni, 114 dei quali sono già stati spesi, 16 milioni in più rispetto al cronoprogramma previsto dalla Struttura di missione. Nessun ritardo sulle opere in corso a partire dai cantieri di Genova.

La spesa sostenuta dallo Stato nel 2016 fino al terzo trimestre del 2017 ammonta a 1 miliardo e 114 milioni, risorse costituite dalla spesa per il piano aree metropolitane (114 milioni), da fondi vari del Ministero per l’Ambiente (10 milioni), fondi per le foreste (225 milioni) e vecchi fondi finalmente avviati all’utilizzo (795 milioni).

Come è evidente, comunque, il lavoro nell’ambito di queste opere ingenti prevede diverse fasi regolamentate dal codice dei contratti pubblici e monitorate costantemente dalla Struttura di missione, in raccordo con le Regioni e i Comuni interessati. Il vero ritardo, a dimostrazione di un lavoro di prevenzione mai realizzato finora, sta nelle progettazioni. Sulle 9397 opere richieste dalle Regioni solo l’11% dei progetti pervenuti sono esecutivi e pronti per gare e finanziamento. E’ questo un ritardo che deve essere recuperato con un grande lavoro di squadra per una grande impresa. 

20Set 2017

A luglio 2017, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un debole aumento (+0,1%), dopo la flessione congiunturale rilevata a giugno (-1,6%). A luglio 2017, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale, dello 0,4% per il tronco stradale con tratto in galleria, risultando entrambi stazionari a giugno. Per il tronco stradale senza tratto in galleria si rileva un incremento dello 0,6% (-0,1% a giugno).

Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, a luglio 2017 si registra una diminuzione dello 0,4% sia per l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario che per quello grezzo (i giorni lavorativi sono stati 21 come a luglio 2016). Una flessione si rileva per entrambi questi indici anche a giugno (-0,7%).

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,6% a luglio 2017 (+0,5% a giugno) per il fabbricato residenziale, dello 0,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dello 0,4% per quello senza tratto in galleria (rispettivamente +0,1% e -0,1% a giugno).

A luglio 2017, il contributo maggiore all’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all’incremento dei costi dei materiali (+0,8 punti percentuali).

Il contributo maggiore all’incremento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva dall’aumento dei costi dei materiali sia per quello con tratto in galleria (+0,3 punti percentuali) sia per quello senza tratto in galleria (+0,5 punti percentuali).

18Set 2017

Al via – con la pubblicazione del bando  sulla rinnovata piattaforma informatica del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – la seconda edizione del concorso di idee per la riqualificazione delle 10 aree periferiche proposte dai Comuni e selezionate dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT e dallo stesso Consiglio Nazionale.

Gli elaborati possono essere presentati fino al 28 settembre (ore 16,00), mentre i vincitori saranno proclamati nel mese di ottobre.

Alle dieci proposte classificate al primo posto (una per ciascuna area) la Direzione Generale assegnerà un premio di 10.000 euro; le idee vincitrici saranno offerte gratuitamente ai Comuni interessati affinché, una volta reperite le necessarie risorse, possano procedere alle successive fasi della progettazione e della realizzazione degli interventi di riqualificazione urbana che dovranno essere affidate – come previsto dal Bando – agli stessi architetti vincitori del concorso di idee. Bando che prevede che nei gruppi di progettazione siano coinvolti giovani progettisti under 35. 

Va ricordato che a seguito della manifestazione d’interesse da parte dei Comuni italiani, le dieci aree selezionate dal Comitato Scientifico sono: Quartiere di via del Mare a Barcellona Pozzo di Gotto (ME); Percorso delle antiche mura del Carmine a Barletta; Ex Mattatoio di Bisceglie (BT); Complesso cantina sociale di Sambiase a Lamezia Terme (CZ); Ex scalo merci ferroviario a Lucca; Centro di aggregazione giovanile in località Piano Largo a Mangone (CS); Linea di costa del quartiere San Giovanni a Teduccio a Napoli; Parco connettivo nella periferia nord-ovest di San Mauro Torinese (TO); Periferia 167 nel Comune di Taurianova (RC); Orti saraceni nel Comune di Tricarico (MT).

All’iniziativa hanno partecipato 57 Comuni che hanno proposto complessivamente 61 aree. Calabria,   Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte sono le Regioni con il maggior numero di proposte inviate; a livello di Province le più prolifiche sono state Cosenza, Caserta e Lucca.

15Set 2017

La cessione del credito per le spese effettuate dal 1/1/2017 al 31/12/2021 dai soggetti “incapienti”

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, compresi quelli che danno diritto alle maggiori detrazioni del 70 e 75%, i condòmini che, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa, si trovano nella cosiddetta “no tax area” (incapienti) possono cedere un credito pari alla detrazione Irpef spettante.  Si considerano “incapienti” i contribuenti che hanno un’imposta annua dovuta inferiore alle detrazioni (da lavoro dipendente, pensione o lavoro autonomo) spettanti.

La cessione può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • di altri soggetti privati (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione. È esclusa la cessione del credito in favore delle amministrazioni pubbliche.

La cessione del credito, derivante dalle maggiori detrazioni del 70 e 75%, da parte di soggetti diversi dagli “incapienti”

Per i lavori eseguiti dal 1° gennaio 2017 sulle parti comuni degli edifici condominiali, per i quali si ha diritto alle detrazioni più elevate del 70 e del 75%, i beneficiari, diversi dai soggetti incapienti, possono scegliere di cedere il credito:

  • ai fornitori che hanno effettuato gli interventi
  • ad altri soggetti privati (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti).

Non possono cederlo, invece, a istituti di credito, intermediari finanziari e amministrazioni pubbliche. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

Il Credito cedibile

Per i soggetti incapienti, il credito d’imposta cedibile corrisponde:

  1. alla detrazione del 65% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici
  2. alla detrazione del 70% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi condominiali che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso
  3. alla detrazione del 75% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la qualità media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015).

Tutti gli altri soggetti, diversi dagli incapienti, possono invece cedere solo il credito d’imposta corrispondente alle detrazioni indicate nei punti 1 e 2. Il condomino può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Chi riceve il credito può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito solo dopo che tale credito è divenuto disponibile. Il credito d’imposta diventa disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condomino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta. Il credito ceduto ai fornitori si considera disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo.

Come avviene la cessione

Il condomino che cede il credito, se i dati della cessione non sono già stati indicati nella delibera condominiale che approva gli interventi, deve comunicare all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo, oltre ai propri dati.

L’amministratore del condominio effettua le seguenti operazioni:

  • comunica annualmente all’Agenzia delle Entrate i dati del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto e l’importo dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente. In mancanza di questa comunicazione la cessione del credito è inefficace
  • consegna al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia.

I condòmini appartenenti ai cosiddetti “condomini minimi” che, non avendo l’obbligo di nominare l’amministratore, non vi abbiano provveduto, possono cedere il credito incaricando un condomino di effettuare gli adempimenti con le stesse modalità previste per gli amministratori di condominio.

Come si utilizza il credito ricevuto

Il credito d’imposta attribuito al cessionario, che non sia oggetto di successiva cessione, va ripartito in dieci quote annuali di pari importo. Tali quote sono utilizzabili in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

 

13Set 2017

Costruire, ristrutturare, potenziare, modernizzare strutture sportive comunali. La promozione dello sport è il principale obiettivo del protocollo firmato a Bari dal presidente dell’Anci Antonio Decaro e dal Commissario Straordinario dell’Istituto per il Credito Sportivo Paolo D’Alessio: 200 milioni di euro in mutui saranno messi a disposizione dei progetti di costruzione e riqualificazione delle strutture con una forte attenzione ai territori di minori dimensioni o penalizzati dalla distanza dai centri urbani: i piccoli Comuni e le Unioni di Comuni delle aree interne del Paese.

Il protocollo ripercorre l’iniziativa già sperimentata lo scorso anno, e rappresenta così l’edizione 2017 del bando “Sport missione Comune”, che proprio nel 2016 ha consentito la realizzazione di più di 301 progetti in 19 regioni.
Quest’anno la dotazione raddoppia, arrivando a 200 milioni, divisi in due plafond. Il primo, di 100 milioni, sarà offerto con mutui a tasso zero per consentire, entro la fine del 2017, la definitiva realizzazione di progetti già in fase avanzata, per un massimo di 2 milioni concessi per ciascuna operazione. Il secondo, per altri 100 milioni, verrà erogato agli enti locali e anche a privati nell’ambito di operazioni di partenariato pubblico-privato a tasso agevolato (a titolo di esempio per i Comuni, l’1% per un mutuo a tasso variabile della durata di 15 anni), per coprire le spese eccedenti i due milioni a tasso zero del plafond A.

I progetti definitivi o esecutivi per i quali è possibile richiedere l’ammissione a contributo devono essere relativi a: costruzione, ampliamento, attrezzatura, miglioramento, ristrutturazione, efficientamento energetico, completamento e messa a norma di impianti sportivi e/o strumentali all’attività sportiva, anche a servizio delle scuole, comprese le piste ciclabili, ivi compresa l’acquisizione delle aree e degli immobili destinati all’attività sportiva.

L’attenzione particolare dedicata dal bando ai piccoli Comuni delle aree interne o alle Unioni di Comuni, ovvero a quegli enti che più di tutti trovano difficoltà nel reperire le risorse necessarie, è testimoniata dalla scelta di suddividere il plafond a tasso zero in due parti uguali: 50 milioni dedicati esclusivamente ai piccoli Comuni e alle Unioni, e i restanti 50 per i progetti previsti in tutti gli altri Comuni. I finanziamenti, oltre che per gli impianti sportivi (anche scolastici), potranno essere destinati all’acquisto di attrezzature e alla realizzazione di piste ciclabili.

Entro 20 giorni dal 28 ottobre, l’esito delle domande sarà pubblicato sui siti dell’Anci e dell’ISC.

11Set 2017

Dal 1 settembre al 31 ottobre 2017 tutti i laboratori che intendono effettuare attività analitiche sull’amianto, di nuova candidatura o già presenti nell’attuale lista ministeriale, potranno presentare domanda su carta intestata precisando la scelta delle modalità di partecipazione ai circuiti d’interesse previste dall’Accordo Stato-regioni del 7 maggio 2015 (percorso nazionale o accreditamento Accredia con circuito internazionale) utilizzando:

Il punto 2 dell’accordo prevede che la cadenza dei programmi di qualificazione sia almeno biennale.

Le domande dovranno essere presentate via PEC al Ministero della salute DG Prevenzione dgprev@postacert.sanita.it. Il Ministero con il Coordinamento interregionale verificherà la rete organizzativa dei rispettivi Laboratori di Riferimento per la gestione dei programmi. La partecipazione al percorso nazionale prevede il pagamento di una tariffa regionale.

Le modalità di pagamento e di partecipazione verranno confermate e specificate a seguito dell’accoglimento della domanda, in base al numero di laboratori partecipanti (per la preparazione dei  campioni analitici) ed alla necessità di individuare i Laboratori regionali o centrali eventualmente da coinvolgere in surroga.

La Lista dei laboratori rimarrà in essere fino al termine della scadenza della presentazione delle domande (31 ottobre 2017). Dopo tale data, i laboratori della lista che non avranno presentato domanda si riterranno rinunciatari e pertanto verranno depennati per scadenza della validità della qualificazione. Quest’ultima continuerà ad avere efficacia, solo per i laboratori che confermeranno l’adesione ai programmi fino al termine del percorso per l’ottenimento della nuova qualificazione periodica che porterà alla redazione della nuova Lista dei laboratori qualificati per il biennio successivo.