09Nov 2016

Sala Neri gremita per l´avvio degli Stati Generali della Green Economy, la due giorni organizzata dal Consiglio Nazionale della Green Economy, in collaborazione con il Ministero dell´Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico, con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ospitata per il quinto anno ad Ecomondo.

La presentazione della Relazione sullo stato della green economy, che quest´anno ha avuto come titolo ´L´Italia in Europa e nel mondo´, si è aperta, dopo il saluto del presidente di Italian Exhibition Group Lorenzo Cagnoni e del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, con il messaggio, in videoconferenza, del Commissario europeo per l´Ambiente Karmenu Vella.

Analizzando otto tematiche strategiche (emissioni di gas serra, rinnovabili, efficienza energetica, riciclo dei rifiuti, eco-innovazione, agroalimentare di qualità ecologica, capitale naturale e mobilità sostenibile) con 16 indicatori chiave e mettendo a confronto l´Italia con le altre quattro principali economie europee (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), emerge che la green economy italiana – anche se non priva di debolezze – nel complesso si colloca ad un sorprendente 1° posto, evidenziando, così, rilevanti possibilità di sviluppo.

Un primato, quello italiano, di cui però, come emerge dalla seconda parte della Relazione, vi è scarsa la percezione a livello internazionale. ´Le eccellenze italiane nel campo della green economy – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – restano più forti delle difficoltà che pure non mancano: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è una via percorribile di rilancio economico che in Italia non ha uguali. Nulla ha potenzialità di sviluppo comparabili con quelle della green economy´.

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