Edilizia

16Ott 2017

Il 18 e 19 ottobre a Verona è di scena la nuova edizione di Home and Building Mostra Convegno dedicata alle tecnologie e soluzioni per le building Technologies, l’evento più completo dedicato ai settori della domotica, della smart home e delle building Technologies.

Tra le tematiche che saranno senz’altro in evidenza segnaliamo, ad esempio, il tema dell’Internet of Things, che, applicato alle mura domestiche, comprende l’insieme delle tecnologie che mettono in rete gli oggetti di utilizzo quotidiano, rendendoli in grado di scambiare informazioni con altri oggetti e persone. Negli anni passati il mondo che più si è avvicinato all’Internet of things è sicuramente la domotica, con la progettazione di abitazioni intelligenti (smart home) in grado di utilizzare i dati ambientali e di comunicare con i proprietari per rispondere da remoto alle loro esigenze. Oggi sembra finalmente essere arrivato un punto di svolta per l’impiego dell’Internet of Things nella domotica, nel building e nelle infrastrutture. Stiamo assistendo alla netta definizione di un percorso di crescita dal grande potenziale dove tecnologie standard, proprietarie e open source si confrontano sfruttando i numerosi dati provenienti dai sistemi domotici per raggiungere vantaggi concreti. 

Cresce l’interesse per le soluzioni smart che sono in grado di trasformare gli edifici, renderli connessi, garantire risparmio energetico. Grazie al convegno curato da Anipla (Associazione Nazionale Italiana per lʼAutomazione) si parlerà proprio di Smart Building e di tutti i servizi innovativi connessi, si farà il punto della situazione sulle tecnologie emergenti per la progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione di edifici realmente smart.

Sempre in merito alle soluzioni smart, parlando di sistemi di controllo del benessere e del confort domestico, oltre che di efficienza energetica, molto interessante si preannuncia anche il convegno dedicato alla contabilizzazione del calore e alla termoregolazione intelligente. L’appuntamento formativo, coordinato dal CTI (Comitato Termotecnico Italiano), sarà l’occasione per presentare le ultime novità in ambito legislativo e normativo, con tanti casi applicativi dai protagonisti del settore, in previsione della nuova stagione termica in arrivo.

Il programma dell’evento è disponibile sul sito expohb.eu.

11Ott 2017

Entra nel vivo l’operazione PON Scuola, che finanzia con 350 milioni di euro gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici scolastici in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Gli Enti locali che partecipano all’iniziativa possono accreditarsi sul sito web del Miur seguendo le istruzioni contenute nel manuale diffuso dopo la pubblicazione del bando. Una volta ottenuto l’accreditamento, le domande potranno essere presentate dalle ore 10.00 del 18 ottobre alle 15.00 del 30.

PON Scuola, gli interventi finanziabili con 350 milioni di euro

Obiettivo degli interventi deve essere il miglioramento della sicurezza e della fruibilità degli ambienti in modo da aumentare la propensione dei giovani a permanere nei contesti formativi.

Sono ammessi al finanziamento le seguenti tipologie di intervento:

  • adeguamento e miglioramento sismico;
  • adeguamento impiantistico e interventi di messa in sicurezza finalizzati all’ottenimento dell’agibilità degli edifici;
  • bonifica dall’amianto e da altri agenti nocivi;
  • accessibilità e superamento delle barriere architettoniche;
  • efficientamento energetico e, in senso più ampio, miglioramento dell’eco-sostenibilità degli edifici;
  • attrattività delle scuole, intesa come miglioramento della qualità ed ammodernamento degli spazi per la didattica e realizzazione di spazi funzionali per lo svolgimento di servizi accessori agli studenti (es. mensa, spazi comuni, aree a verde, realizzazione di infrastrutture per lo sport e per gli spazi laboratoriali), finalizzati alla riqualificazione e al miglioramento della fruibilità degli spazi (interni ed esterni), anche per promuovere una idea di scuola aperta al territorio e alla comunità.

Per quanto riguarda le attività di bonifica, l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto ha stimato che in Italia ci siano circa 2.400 scuole con materiali contenenti amianto, con conseguente rischio espositivo di circa 350.000 studenti e 50.000 del personale docente e non docente.

06Ott 2017

Durnate l’ultima Commissione Ambiente, il Ministro delle Infrastrutture Grazia Delrio ha confermato la volontà del Governo di prolungare e, in alcuni casi ampliare, le vari agevolazioni fiscali relative a Ecobonus, Sismabonus, bonus ristrutturazioni e bonifica amianto.

I benefici e le agevolazioni oggi previsti per  la ristrutturazione delle abitazioni o per la riqualificazione energetica degli edifici devono essere confermati nella misura attuale. Inoltre, le detrazioni fiscali per tutti i lavori edili, e per tutti i soggetti, vanno trasformate in credito d’imposta cedibile dalle famiglie e dalle imprese alle banche.

È questa la strada maestra per consentire alle famiglie e alle imprese di ottenere liquidità per poter realizzare l’investimento sulla propria abitazione o sull’immobile dell’impresa per il quale si ha diritto all’agevolazione fiscale.

Questa opportunità – che la Legge di Bilancio 2017 riserva solamente agli “incapienti” , cioè a coloro che dichiarano redditi entro le soglie della “no tax area”,  e solo per i lavori  di efficientamento energetico nell’ambito dei condomini – è sicuramente positiva. Restringe eccessivamente, tuttavia, il perimetro degli utilizzatori depotenziando la possibilità di generare una spinta sufficiente ad aumentare la liquidità delle famiglie e di conseguenza la domanda interna.

Dalle analisi svolte dal CNA (Consiglio Nazionale Artigianato e Pmi) risulta evidente che, se si considera al 3,6% il tasso praticato dalle banche per i mutui destinati alla ristrutturazione delle abitazioni, trasformare le detrazioni in credito d’imposta cedibile avrebbe come risultato  la copertura del 42,52% dell’investimento che si intende realizzare per la ristrutturazione (invece della detrazione del 50% diluita in 10 anni), copertura  che toccherebbe il 55,28% degli investimenti nel caso di una riqualificazione energetica (al posto della detrazione del 65% diluita in dieci anni).

Le famiglie avrebbero denaro spendibile subito, generando in questo modo in soli due anni, secondo le stime del Centro Studi CNA, una domanda di lavori nel settore delle costruzioni pari a circa 5 miliardi di euro che migliorerebbe sensibilmente il tono economico dell’intero comparto.

04Ott 2017

Nel secondo trimestre 2017, secondo le stime preliminari, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) aumenta dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e diminuisce dello 0,1% nei confronti dello stesso periodo del 2016 (era -0,2% nel trimestre precedente).

La lieve flessione tendenziale dell’IPAB è dovuta esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti la cui variazione torna ad essere negativa (-0,3%, dopo essere risultata nulla nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, registrano una variazione positiva pari a +0,1%.

Questa dinamica conferma la persistenza di una fase di sostanziale stabilità dei prezzi delle abitazioni, successiva al notevole calo registrato tra il 2012 e il 2016. Ciò avviene in presenza di una crescita del numero degli immobili residenziali compravenduti (+3,8% rispetto al secondo trimestre del 2016, in base ai dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), ininterrotta dal secondo trimestre 2015 ma che si riduce di ampiezza per il quarto trimestre consecutivo dopo il picco di +23,2% del primo trimestre 2016.

Su base congiunturale il rialzo dell’IPAB è dovuto all’aumento dei prezzi sia delle abitazioni nuove (+0,3%) sia delle abitazioni esistenti (+0,2%).

In media, nel primo semestre del 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,2%, sintesi di un calo dello 0,3% per quelle nuove (il cui peso sull’indice generale è poco più di un quinto) e dello 0,2% per quelle esistenti.

Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2017 risulta pari a -0,1%.

02Ott 2017

In Italia si cominciò a parlare dell’obbligatorietà del fascicolo unico di fabbricato già nel secolo scorso, quando a Roma – era il 1998 – crollò la palazzina di Vigna Jacobini, facendo 38 vittime, e da allora se ne riparla ogni volta che crolla un edificio sotto i colpi di un terremoto, di un fiume di acqua e fango o di altri eventi traumatici. Ma in Italia il fascicolodi fabbricato resta a tutt’oggi ancora un miraggio.

La Fillea Cgil da anni insiste sulla necessità di introdurre questa “carta di identità” degli edifici e, dopo un lungo lavoro di relazione e confronto con le Associazioni Professionali, ha presentato nel corso di un Convegno Nazionale una proposta organica, chiedendo alle Istituzioni di passare dal dire al fare. 

A livello territoriale, sono stati fatti tentativi da parte di alcune Regioni per provare a rendere obbligatoria una qualche forma di documentazione propedeutica alla certificazione sismica e la messa in sicurezza degli edifici, senza tuttavia avere successo. Parliamo ad esempio di Lazio, Campania, Emilia Romagna, Basilicata, Calabria. Ognuna di queste Regioni ha avuto un percorso proprio, molto spesso accidentato a causa di alcune sentenze di incostituzionalità delle Leggi emanate, e di fatto in nessuna di queste Regioni c’è attualmente un quadro chiaro e definitivo sull’argomento.

E mentre in Europa numerosi Paesi hanno da tempo introdotto forme diverse di carta d’identità degli edifici – ad esempio, in Francia dal 1977 per gli edifici pubblici, in Gran Bretagna dal 1995, e poi in Germania e Spagna – proprio il paese con il più antico patrimonio edilizio del continente non si è ancora dotato di questo strumento fondamentale per il monitoraggio dello stato di salute di un edificio e per praticare una vera politica strutturale di prevenzione e messa in sicurezza del patrimonio abitativo e pubblico.

I numeri parlano chiaro, e gridano vendetta: in uno scenario dove l’81% dei comuni italiani è in aree ad alta criticità idrogeologica e quasi il 67% della popolazione risiede in zone a rischio sismico, oltre l’80% degli edifici pubblici è risalente a prima dell’introduzione delle  norme tecniche del 2000 ed il 56% a prima degli anni ’70. Si stima che oltre 100 mila siano gli alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica nelle grandi città; oltre 400 mila gli alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica nel resto del territorio nazionale e sono circa 800 mila gli edifici con più di 40 anni di vita. A questi andrebbero aggiunti gli edifici caratterizzati da degrado per ragioni costruttive (boom edilizio anni ‘60 e ‘70, edifici abusivi multipiano, costruzioni concepite in funzione della speculazione edilizia a discapito della qualità dei materiali) per altri 2 milioni circa di unità abitative. Non sono quindi più a rischio solo gli edifici storici ma anche quelli contemporanei, che invecchiano molto prima.

Per la Fillea e per le Associazioni Professionali l’introduzione del fascicolo unico di fabbricato è una priorità assoluta: “siamo consapevoli che si tratti di un processo lungo ma è possibile individuare tappe a breve e medio termine, utilizzando fin da subito una serie di strumenti già presenti, come le agevolazioni fiscali, il sisma-bonus, le linee guida per la classificazione del rischio sismico, rendere cedibili alle banche tutti i vari bonus sia per la ristrutturazione che per risparmio energetico ed interventi antisismici, di fatto estendendo un sistema che è stato già riconosciuto per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia.”

Secondo la proposta della Fillea, una volta a regime il fascicolo dovrebbe contenere la condizione sismica e strutturale dell’edificio e dell’unità abitativa secondo una classificazione omogenea a livello nazionale, la classe energetica ovvero impianti e consumi, la classe dell’esposizione al rumore. Il Fascicolo inoltre deve contenere una parte generale (se l’unità abitativa fa parte di un condominio o strutture con più di 4 unità abitative) e una parte specifica (per la singola unità).  Andranno poi differenziate queste “carte di identità”  tra edifici storici e edifici moderni, richiedendo classificazioni, attestazioni e analisi a professionisti delle diverse specializzazioni.

Tra le proposte di medio periodo il sindacato e i professionisti puntano anche a introdurre, con gradualità, l’obbligatorietà delle manutenzioni programmate, una sorta di “revisione obbligatoria”, e l’adeguamento ordinario ogni 20 anni, come accade in altri paesi europei. In questo modo ogni intervento significativo sullo status energetico, sismico o del rumore, potrà prevedere un aggiornamento del fascicolo di fabbricato.

29Set 2017

Johnson Controls, leader globale tecnologico per la fornitura di apparecchiature, sistemi e servizi per l’edilizia smart, ha realizzato – in collaborazione con Scenari Immobiliari – il primo Osservatorio dedicato al settore del Real Estate.

L’Osservatorio, focalizzato sull’efficienza energetica e sulla sicurezza degli immobili, affronta un tema destinato a diventare sempre più rilevante nella vita di tutti i giorni. Gli edifici infatti sono driver fondamentali della domanda di energia e in Italia, quelli con oltre 40 anni di vita – oltrepassati i quali si rendono necessari interventi di manutenzione straordinaria per mantenere gli standard funzionali – rappresentano il 70 per cento del totale, costituendo da un lato una problematica, ma anche una grande opportunità.

Prendendo in considerazione lo stato dell’arte, l’Osservatorio analizza i vantaggi che la tecnologia può offrire a sostegno dell’attuale ripresa immobiliare – confermata dalla crescita del fatturato nazionale annuo (+2,5%) nel 2016 e dall’aumento del 4% stimato per il 2017.

Secondo lo studio, lo sviluppo di edilizia green, ritenuta particolarmente interessante dagli investitori nazionali ed insostituibile dagli internazionali, aiuterà a rafforzare questa tendenza del mercato, attirando una fetta sempre maggiore di investimenti grazie a benefici economici – derivanti dalla riduzione dei costi operativi e manutentivi, dall’aumento del valore del bene e dalla riduzione dei tempi di vacancy – e di immagine.

27Set 2017

Il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha presentato in conferenza stampa gli investimenti in edilizia sanitaria e i progetti di ricerca che saranno finanziati grazie al “Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”.

Il Ministero, su richiesta del Ministero dell’economia e delle finanze, ha trasmesso una proposta comprensiva di cinque interventi, per un totale di 264 milioni di euro, concernenti ampliamento, riqualificazione, adeguamento e messa a norma di quattro ospedali collocati nella Regione Lazio e dell’IRCCS “Bonino Pulejo” di Messina.

In particolare, gli interventi finanziati interessano i seguenti ospedali:

  1. Ospedale G.B. Grassi di Ostia: interventi di ammodernamento tecnologico, manutenzione straordinaria edile impiantistica, adeguamento sismico e messa a norma antincendio, nonché interventi per il risparmio energetico. L’importo destinato è 55 milioni di euro;
  2. Ospedale dei Castelli di Roma: interventi per il completamento delle urbanizzazioni (ad esempio realizzazione della viabilità carrabile e pedonale dei parcheggi, infrastruttura ed impianti elisuperficie) nonché dell’attrezzaggio tecnologico, per un importo complessivo di 24, 5 milioni di euro;
  3. Ospedale San Camillo De Lellis di Rieti, interventi di adeguamento sismico (zona sismica 2), messa a norma antincendio, nonché efficientamento energetico per un totale complessivo di 76,5 milioni di euro;
  4. Ospedale SS. Trinità di Sora, interventi di adeguamento strutturale e di abbattimento delle barriere architettoniche, di adeguamento sismico (zona sismica 1) nonché di messa a norma degli impianti, per un totale complessivo di 17 milioni di euro;
  5. Centro Neurolesi Bonino Pulejo, interventi presso l’IRCCS medesimo nonché le strutture ad esso afferenti quali: il Plesso ospedaliero Piemonte e l’Istituto Marino tra cui l’adeguamento sismico delle diverse strutture, la realizzazione di ambulatori e l’ampliamento di pronto soccorso, la realizzazione del tecnopolo di ricerca (risonanza 7 Tesla), la realizzazione del reparto e pronto soccorso psichiatrico, ampliamento Centro neurolesi con realizzazione di edifici nuovi, per un totale di euro 91 milioni di euro.

 

26Set 2017

Doccia fredda per i genitori dei circa 700 alunni dell’Istituto Primario Francesco Crispi, in zona Monteverde, a Roma. All’interno del giardino della scuola sono individuati dei serbatoi in amianto, la cui presenza doveva essere eliminata prima della riapertura dei banchi. Ma, a causa di ritardi della ditta nelle attività di bonifica, così non è stato: da qui la decisione dell’Assessore ai Lavori Pubblici del XII Municipio – Valerio Andronico – di sospendere immediatamente le attività didattiche.

22Set 2017

Ammontano a circa circa 9,9 miliardi le risorse del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico per il 2016 – 2023. Una pianificazione a lunga scadenza, nell’arco dei prossimi 15 anni, ma con risorse certe e disponibili.

La prima significativa realizzazione è nell’apertura di 1337 cantieri finanziati ma bloccati dal 2000 al 2014, per investimenti pari a 1409 milioni. La seconda è il piano per le aree metropolitane, dove si concentra la maggiore popolazione a rischio, con investimenti in cantiere per 654 milioni, 114 dei quali sono già stati spesi, 16 milioni in più rispetto al cronoprogramma previsto dalla Struttura di missione. Nessun ritardo sulle opere in corso a partire dai cantieri di Genova.

La spesa sostenuta dallo Stato nel 2016 fino al terzo trimestre del 2017 ammonta a 1 miliardo e 114 milioni, risorse costituite dalla spesa per il piano aree metropolitane (114 milioni), da fondi vari del Ministero per l’Ambiente (10 milioni), fondi per le foreste (225 milioni) e vecchi fondi finalmente avviati all’utilizzo (795 milioni).

Come è evidente, comunque, il lavoro nell’ambito di queste opere ingenti prevede diverse fasi regolamentate dal codice dei contratti pubblici e monitorate costantemente dalla Struttura di missione, in raccordo con le Regioni e i Comuni interessati. Il vero ritardo, a dimostrazione di un lavoro di prevenzione mai realizzato finora, sta nelle progettazioni. Sulle 9397 opere richieste dalle Regioni solo l’11% dei progetti pervenuti sono esecutivi e pronti per gare e finanziamento. E’ questo un ritardo che deve essere recuperato con un grande lavoro di squadra per una grande impresa. 

20Set 2017

A luglio 2017, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un debole aumento (+0,1%), dopo la flessione congiunturale rilevata a giugno (-1,6%). A luglio 2017, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale, dello 0,4% per il tronco stradale con tratto in galleria, risultando entrambi stazionari a giugno. Per il tronco stradale senza tratto in galleria si rileva un incremento dello 0,6% (-0,1% a giugno).

Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, a luglio 2017 si registra una diminuzione dello 0,4% sia per l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario che per quello grezzo (i giorni lavorativi sono stati 21 come a luglio 2016). Una flessione si rileva per entrambi questi indici anche a giugno (-0,7%).

Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,6% a luglio 2017 (+0,5% a giugno) per il fabbricato residenziale, dello 0,2% per il tronco stradale con tratto in galleria e dello 0,4% per quello senza tratto in galleria (rispettivamente +0,1% e -0,1% a giugno).

A luglio 2017, il contributo maggiore all’aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all’incremento dei costi dei materiali (+0,8 punti percentuali).

Il contributo maggiore all’incremento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva dall’aumento dei costi dei materiali sia per quello con tratto in galleria (+0,3 punti percentuali) sia per quello senza tratto in galleria (+0,5 punti percentuali).