27Mag 2016

Dove c’è un rischio sanitario conclamato, a Casale Monferrato come negli altri siti di interesse nazionale e luoghi contaminati, non bisogna perdere altro tempo, bisogna dare subito gli strumenti finanziari per procedere con le bonifiche“- ha ribadito a Wired Alessandro Bratti (PD), il presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sul traffico di rifiuti. Succede anche questo, purtroppo, in Italia: abbiamo oltre 400 norme non cordinate sull’amianto, ma i fondi per le bonifiche stanziati dal governo non possono essere spesi dai comuni, se non violando il patto di stabilità.  Cosi come ha denunciato in audizione, nei giorni scorsi, alla commissione d’inchiesta lo stesso presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

Non basteranno, quindi l’impegno della cittadinanza e degli amministratori, per avere una Casale Monferrato amianto free, entro il 2020, se non si interverrà con strumenti legislativi ad hoc, come già la commissione d’inchiesta sugli infortuni del lavoro aveva ribadito lo scorso 30 novembre, neppure per una buona pratica internazionale contro l’asbesto, da imitare e sostenere.

In attesa dell’udienza della Corte Costituzionale che il 31 maggio si pronuncerà in merito al fatto che Stephan Schmidheiny, patron di Eternit, potrà essere giudicato nel cosiddetto procedimento Eternit bis.

E moltissimo rimane da fare negli altri comuni e nelle altre regioni italiane sull’amianto non bonificato e aperto al pubblico. Ad oggi non sono stati individuati con certezza, su oltre 300mila siti stimati, quali sono quelli in priorità di bonifica, che costituiscono un rischio per la salute dei cittadini. Basti pensare che anche le bonifiche per le scuole contaminate, secondo la legge 257/1992, come denunciato già un anno fa con l’inchiesta Il prezzo dell’amianto, restano al palo.

La fibra killer continua ad uccidere otto italiani al giorno, 3000 vittime l’anno, perché mettere a rischio le nuove generazioni? Eppure, nonostante il rinnovo degli stanziamenti del governo per il progetto #scuolesicure, non ci sono aggiornamenti sui dati dopo il 2 settembre 2015,  che riguardano gli edifici scolastici ancora contaminati, (che Stop Amianto a scuola sta documentando) e secondo la parlamentare Annalisa Pannerale (SI), sono stati anche bocciati gli emendamenti di Sinistra Italiana e M5S al decreto sulla scuola che chiedevano un miliardo di euro per sanare oltre 2000 strutture.

Ancora una volta l’appello a non demordere e a proseguire l’opera di sensibilizzazione sui pericoli dell’amianto arriva da Casale Monferrato, come racconta a Wired, Maria Assunta Prato, storica attivista dell’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto (AFEVA) e vedova di Paolo Ferraris, che nel film Un posto sicuro ha interpretato se stessa.

Abbiamo bisogno di coraggio per conoscere e per andare oltre, per questo mettiamo a disposizione di tutti il racconto multimediale della vicenda storica dell’inquinamento di eternit, per sollecitare l’attenzione alla bonifiche, alla salute umana, all’ambiente, alla giustizia in tutta Italia e nel mondo“.  Oggi, il progetto interattivo che sfrutta arduino, realizzato all’interno di un’aula multimediale del Liceo Balbo, è anche online e sui social network.

Wired continua a sostenere la battaglia #AddioAmianto, insieme a oltre 70 mila cittadini che, ad oggi, hanno sottoscritto la petizione su Change.org, per chiedere al presidente del consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, cinque misure di trasparenza per uscire dal dramma amianto. A partire dalla mappatura, dall’individuare i siti con priorità di bonifica più urgente su cui concentrare i fondi, le indagini epidemiologiche e lo smaltimento, oltre che il finanziamento del piano nazionale amianto.

>>Fonte Wired<<

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