13Set 2016

«Liberiamoci dall’eternit». E’ questo l’appello di diversi sindaci lanciato ai propri concittadini per utilizzare i preziosi stanziamenti ministeriali destinati a chi intende rimuovere l’amianto dai tetti delle proprie abitazioni. Grazie al decreto firmato dal ministro dell’Ambiente Galletti, che fissa i criteri per l’assegnazione dei 17,5 milioni di finanziamenti previsti per gli anni 2016- 2018, sembra essere arrivato il momento giusto per progettare gli interventi di bonifica.

Borgo d’Ale

Interventi più che necessari: un quadro preciso della situazione amianto lo fornisce il Comune di Borgo d’Ale che conta sul proprio territorio 42 mila metri quadrati di eternit ancora posizionato su strutture private. «Per quanto concerne gli stabili comunali – precisa il primo cittadino Pier Mauro Andorno – abbiamo bonificato 3 mila metri quadrati della vecchia tettoia del mercato coperto e poi il salone polivalente con i suoi 350 metri quadrati. Ovviamente il gran lavoro da fare riguarda gli edifici privati. Per questo invitiamo i cittadini ad approfittare delle agevolazioni per la bonifica. Noi siamo disponibili ad aiutare chiunque nel svolgere le pratiche per la richiesta di agevolazioni».

Santhià

Come spiega il sindaco Angelo Cappuccio, a Santhià la situazione, per quanto concerne gli edifici pubblici, è a buon punto: «Noi avevamo tre situazioni di stabili comunali con copertura in eternit. Una era la palestra Pellico ed è stata liberata da ogni traccia di amianto, così come l’ex lavatoio di via Dante. Ora ci manca una parte del tetto della farmacia. Ovviamente stiamo analizzando il decreto per poter accedere ad incentivi e ultimare le ultime situazioni che necessitano di un intervento».

Alice Castello

Anche il Comune di Alice Castello è intenzionato a mettere mano alla questione, come spiega il sindaco Luigi Bondonno: «L’idea è quella di collaborare con i comuni vicini per fare le richieste di contributi insieme: in questo modo avremo maggiori possibilità di trovare delle risorse. Qui ad Alice l’amianto c’è, soprattutto a copertura dei capannoni. Possiamo dire, a grandi linee, che un quinto delle coperture, purtroppo, è ancora costituito da questo materiale-killer».

Bianzè

Infine anche Bianzé ha a che fare con questo spinoso problema: «L’eternit si trova ancora purtroppo nelle coperture di capannoni e cascine. L’ideale- precisa il sindaco Maurizio Marangoni – sarebbe poter accedere a dei fondi. Ora andremo a vedere questo decreto cosa può offrire a enti e privati, ma poi si dovranno trovare idonei depositi all’eternit rimosso».

Fonte: La Stampa 

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