20Ago 2015

Nocivo per la salute dell’uomo, l’amianto è un materiale ormai bandito da anni in Italia, ma la sua presenza non è ancora stata debellata completamente.
In passato è stato impiegato soprattutto nel settore industriale ed edile, motivo per cui è ancora presente in quantità ingente sul nostro territorio.

Al fine di preservare la propria salute e quella dell’ambiente, è necessario rimuoverlo attraverso tecniche precise, affidando il compito ad un esperto del settore, come Assa, operatore ecologico operante sul territorio di Roma.
Ma come veniva usato l’amianto nell’edilizia? Scopriamolo.

Il boom dell’amianto nell’edilizia

Nel periodo tra le due guerre l’amianto vede la sua massima fioritura nell’edilizia.
Fu impiegato per la costruzione di abitazioni comuni e in centinaia di manufatti di uso quotidiano. A destare stupore è il suo utilizzo anche in oggetti che non richiedevano il bisogno delle sue caratteristiche fondamentali, come giocattoli o filtri per il vino.

Nel settore edile vero e proprio fu impiegato in modi differenti: come materiale spruzzato per il rivestimento (ad es. di strutture metalliche, travature) per aumentare la resistenza al fuoco; nelle coperture sotto forma di lastre piane o ondulate, tubazioni e serbatoi, canne fumarie in cui l’amianto è stato inglobato nel cemento per formare il cemento-amianto (eternit); come elementi prefabbricati sia sottoforma di cemento-amianto (tubazioni per acquedotti, fognature, lastre e fogli) sia di amianto friabile; nella preparazione e posa in opera di intonaci con impasti spruzzati e/o applicati a cazzuola; nei pannelli per controsoffittature; nei pavimenti costituiti da vinil-amianto in cui tale materiale è mescolato a polimeri; come sottofondo di pavimenti in linoleum.

Il suo impiego fu nettamente diminuito agi inizi degli anni ’80, quando molti dei paesi più evoluti ne ordinarono la sua graduale dismissione.

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