15Ott 2015

In presenza di asbesto negli edifici, materiale altamente nocivo messo al bando nel 1992, è necessario effettuare dei controlli da parte di esperti del settore come Assa e procedere alla sua bonifica attraverso le tre tecniche fino ad oggi impiegate: incapsulamento, rimozione e confinamento. Indizi utili per comprendere se un edificio contiene o meno amianto è analizzarne i piani di progettazione e costruzione e i capitolati d’appalto.

Altre informazioni sono direttamente fornite dall’anno di costruzione e dalla tipologia di costruzione (maggiormente a rischio quelle strutture portanti in ferro e adibite ad usi pubblici, come uffici, palestre, aule, sale conferenze).

Come è stato impiegato l’amianto negli edifici

Questo particolare minerale, conosciuto per il suo costo contenuto e per le sue molteplici caratteristiche che lo hanno reso idoneo in numerosi settori, è stato impiegato inizialmente come materiale di rivestimento, addizionato a miscele cementizie, o utilizzato per prodotti prefabbricati per l’isolamento – come tessuto, manto di copertura, composto plastico, nelle piastrelle viniliche per pavimentazioni, nelle carte da parati, pitture e rivestimenti per pareti e soffitti o come tenda antifuoco.

L’amianto ha trovato ampio spazio nel campo dell’edilizia soprattutto per una sua caratteristica fondamentale: la protezione antifuoco. Prima di intervenire su di esso è necessario appurare se si tratta di asbesto friabile o meno. Infatti, a seconda delle sue condizioni, è possibile procedere con tecniche differenti.

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