15Feb 2016

Il quotidiano milanese lancia un allarme sull’abbondate presenza di amianto nel capoluogo lombardo, in cui ci sarebbero ancora da bonificare aree per circa due milioni e mezzo di metri quadrati.

Gli effetti sulla salute dei cittadini

L’enorme utilizzo di amianto nell’edilizia sia pubblica che industriale porta con se uno  strascico che ancora oggi si misura in un conto pesante di vite umane e denaro. «Abbiamo ricostruito 741 casi di mesotelioma maligno diagnosticato negli ultimi tre lustri in città e 1.360 nell’area metropolitana milanese», ricorda Carolina Mensi, responsabile Registro Mesoteliomi della Lombardia. Un dato che è destinato  inesorabilmente a crescere, visti i lunghi tempi di incubazione delle patologie causate da queste fibre: l’Organizzazione mondiale della sanità prevede il picco statistico tra il 2020 e il 2030, «ma già con questi livelli l’incidenza dei tumori da amianto a Milano è di 4,5 casi su centomila abitanti per i maschi e 2,1 per le femmine – sottolinea – e si discosta parecchio dai dati medi nazionali di 3,5 e 1,3».

Le stime Della Asl

In città ci sono ancora oltre un milione e 600 mila metri quadrati di superfici contenenti amianto sparse in 6.311 siti autodenunciati. Negli anni 90 molto è stato fatto per ripulire siti industriali e stazioni ferroviarie, ma la situazione rimane invece complessa nell’edilizia residenziale. Nelle case popolari, ad esempio, c’è ancora molto da fare. L’Aler (l’azienda lombarda di edilizia residenziale) ha condotto nel 2010 un censimento del suo patrimonio e ha stabilito un programma di bonifiche suddiviso in tre livelli di priorità, per il quale sono stati stanziati complessivamente oltre 24 milioni di euro.

I moniti di Legambiente

Nel 2010 l’associazione ambientalista ha avviato una campagna per la sostituzione delle lastre di eternit con pannelli fotovoltaici, ma i risultati sono stati modesti: il 73 per cento delle coperture è rimasta immodificata. Secondo Legambiente infatti, i privati se possono rinviano, poiché sebbene esistano sovvenzioni pubbliche queste prevedono che i  fondi vengano erogati solo dopo gli interventi, rallentando di molto la bonifica.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *