24Feb 2017

1) La Normativa Amianto non prevede l’obbligo di bonifica “tout court”, ma sancisce l’obbligo di individuare la presenza di materiali contenenti amianto. Tale attività è sempre necessaria (oltreché obbligatoria) al fine di predisporre misure di controllo e di una corretta gestione del rischio. L’obbligo di bonificare scaturisce esclusivamente dalla pericolosità dei materiali in amianto e non dalla loro mera presenza nella struttura. Tale pericolosità dipende dall’eventuale rilascio di fibre aerodisperse nell’ambiente che rappresentano un potenziale rischio per la salute degli occupanti, per il personale dipendente e per l’eventuale degrado ambientale connesso con la dispersione di fibre. Detto ciò il proprietario dell’immobile e chi ha la responsabilità dell’attività, una volta constatata la presenza e aver provveduto al censimento, mappatura e notifica ASL obbligatoria per i materiali in amianto friabile, può in alternativa decidere di:

  • rimuovere i manufatti senza realizzare alcuna Valutazione del Rischio, eliminando il problema alla fonte e in via immediata;
  • valutarne il rischio e attuare i metodi scaturiti dall’indagine stessa, rispettando le tempistiche fissate.

2) La legge regolamenta in modo puntuale, la manutenzione, il trattamento, la demolizione o la rimozione, il trasporto, lo smaltimento, ecc., dei materiali contenenti amianto. In caso di inosservanza sono previste pesanti sanzioni penali sia per chi esegue, sia per chi affida i lavori.

3) Le imprese che operano nella rimozione dell’amianto devono essere iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali per le categorie 10A o 10B (bonifica amianto). Lo smaltimento dell’amianto rimosso deve avvenire sempre in una discarica autorizzata. Prima dell’affidamento dei lavori è obbligatorio verificare l’iscrizione dell’impresa a cui si intende far eseguire l’intervento di rimozione.

4) L’impresa che intende eseguire l’intervento di rimozione di amianto (o un intervento di incapsulamento con trattamento preliminare o parziale sostituzione), ha l’obbligo di predisporre un piano di lavoro, e di inviarne copia al Servizio PRESAL (Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) dell’Azienda USL competente per territorio almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Il Servizio può richiedere integrazioni o modifiche del piano di lavoro, e rilasciare prescrizioni operative. Trascorsi i 30 giorni senza che vi siano state richieste da parte del Servizio, l’impresa può cominciare i lavori stessi. L’inizio dei lavori prima della scadenza dei 30 giorni è consentito solo in casi di urgenza (comprovati e gravi motivi di salute e sicurezza pubblica, o di emergenza).

5) Al committente dei lavori di rimozione dell’amianto in ambito edilizio (proprietario dell’edificio, amministratore del condominio, ecc.) spettano gli obblighi stabiliti dalle norme sui cantieri edili temporanei e mobili. Nei cantieri di rimozione di materiali edilizi contenenti amianto, se è prevista la presenza di almeno un’altra impresa oltre a quella di bonifica (anche non contemporanea o in fasi successive) è obbligatoria sia la notifica preliminare, sia la designazione dei coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori. L’obbligo della notifica preliminare è estesa anche nel caso in cui operi la sola impresa di bonifica con una durata presunta dei lavori superiore a 200 uomini-giorno. In caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire è sufficiente designare il coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

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